Massa Lombarda (Ra). L’analisi sulle primarie di Massa Lombarda proposta da leggilanotizia.it a mio parere non è condivisibile.

Gli elettori massesi che si riconoscono nel Partito Democratico e nel centrosinistra, che hanno partecipato così numerosi all’appuntamento del 9 febbraio hanno espresso, innanzitutto, un chiaro segnale: la voglia di essere protagonisti, soggetti attivi del governo della propria città.

Non è stato un voto contro qualcuno.

Non si sceglieva tra l’Amministrazione uscente e un progetto politico alternativo.

Si sono confrontati anche aspramente tre candidati (due dei quali neanche iscritti al PD, a testimonianza della massima apertura del partito) e tre progetti di città.

Tre visioni, magari non sempre coincidenti sulla gestione dei problemi del Comune, ma tutti e tre convergenti con i valori di fondo che ispirano la cultura di governo del PD e del centrosinistra.

Per quel che mi riguarda ho sempre teso, in ogni momento della campagna delle primarie, a sottolineare che le necessarie innovazioni ed i cambiamenti da mettere in atto sono alla portata della nostra città e che per perseguire tali obiettivi serve la collaborazione e disponibilità di tutti. Dunque, a mio parere, il voto non esprime alcuna “sonora bocciatura” delle amministrazioni uscenti (quel plurale fra l’altro starebbe ad indicare anche quelle che ho avuto l’onore di guidare anch’io anni fa (uscenti da quando?).

Non è lo schierarsi dei singoli per un candidato o l’altro l’elemento dal quale far discendere forzatamente ed arbitrariamente l’analisi di quel voto.

Non vale l’equazione in base alla quale se il tal dirigente sosteneva il tal candidato magari non risultato vincente allora, per proprietà transitiva è stato sconfitto anch’egli e quindi va tirato giù dalla “torre d’avorio”.

Se passa questa lettura, le primarie si trasformano in una sorta di guerra civile interna, fatta di personalismi esasperati e di rancori e non invece per quelle che devono essere, cioè,  un confronto sereno tra programmi e persone che stringono un patto e si impegnano, una volta scelto il candidato, e sostenerlo lealmente nella vera sfida delle elezioni amministrative.

Le primarie del 9 febbraio, a mio parere dunque sono state un voto PER, un messaggio positivo e costruttivo.

Spetta ora al sottoscritto, al Pd e al centrosinistra di Massa Lombarda, saper interpretare al meglio la volontà popolare. Continuare nel dialogo e nel confronto capillare, viso a viso, con tutte le persone per costruire un programma di legislatura per il nostro Comune partecipato e condiviso.

Per fare questo lavoro vanno archiviate tensioni e dissapori. Occorre andare oltre le correnti e le appartenenze e mettere al centro l’interesse di una comunità che soffre i drammi della crisi, dell’incertezza sul futuro, dell’insicurezza e che ha bisogno di ritrovarsi unita per vincere le sfide che ha di fronte.

Una battuta finale sul concetto di “rinnovamento” che nell’articolo viene depurato del dato generazionale.

Le innovazioni e il rinnovamento, secondo me, stanno nei contenuti e non solo nelle persone.

Il rinnovamento solitamente si pratica e non si annuncia.

Non è nel mio stile fare annunci e proclami roboanti che poi non si possono tradurr in pratica.

Io lavorerò a testa bassa, con la gente per fare del Comune la casa trasparente della vera comunità.

Qualcuno può pensare che fare ciò sia un ritorno all’antico. Non credo.

Per me il vero rinnovamento è questo.

(Daniele Bassi)

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