Imola. Augusto Zuffa ha solo 38 anni ma con un trascorso di tutto rispetto. Imolese da generazioni, ama la propria città, la propria terra, le proprie tradizioni, la propria storia e la propria cultura. “ Ho girato il mondo come consulente per i vini biologici per il ministero dello Sviluppo economico, per l’Istituto Commercio estero e la Federbio, dal Brasile agli Stati Uniti, in tutta Europa, ma alla fine non vedo nel mio futuro che Imola, c'è un cordone ombelicale che mi lega alla mia città che non è stato mai reciso”.

Augusto Zuffa è un sostenitore dell'italianità, pur rispettando le altre nazioni, ma non perde occasione per rimarcare la propria identità, il legame alla propria terra, la sua imolesità. “Ad ottobre 2012 è uscito il ‘Manuale del biologico”, finanziato e patrocinato dal ministero dell'Agricoltura ed edito dal Sole 24Ore, sezione Edagricole, al quale hanno collaborato i 62 massimi esperti internazionali di biologico. Io ho curato la parte di Enologia e a quel punto avrei potuto decidere di andare a lavorare in qualsiasi parte del mondo, molto ben retribuito. Come è risaputo all'estero la conoscenza è molto più apprezzata che in Italia, perchè viene vista come un investimento nel futuro. Ci ho pensato, ma molto tranquillamente ho deciso di rimanere qui, nella mia città, in mezzo alla mia gente. Non potevo lasciare la mia terra dove la mia famiglia fa vino da generazioni, non potevo questo mondo che ormai fa parte del mio Dna. Sono consapevole che quando uno fa una scelta alcune strade si chiudono per sempre, ma è anche vero che altre si possono aprire e non è detto che siano peggiori”.

Una scelta che però non significa passività, anzi è stata la molla per nuovi forti investimenti.
“Quello che ho imparato girando per il mondo, affiancandomi a persone molto valide italiane e straniere, non lo voglio tenere solo per me, ma condividerlo con la mia gente. E' molto triste vedere aziende che chiudono, aziende che licenziano, aziende che smettono di lottare e che si arrendono o vanno all'estero alla ricerca di costi di produzione più bassi, oppure persone che monetizzano la loro attività per investire solamente nel mondo della finanza, per pagare meno tasse, per fuggire dalle proprie responsabilità e dai doveri verso la Comunità. Così ho fatto la scelta di investire nella mia azienda ad Imola 1.500.000 euro con due piani di sviluppo rurale cofinanziati dalla Unione Europea. Per me significa debiti e sacrifici per i prossimi 20/30 anni, ma non potevo rinunciare”.

In pratica a cosa serviranno queste risorse?
“Farò una nuova cantina altamente tecnologica per poter competere con una concorrenza mondiale sempre, più agguerrita, sui vini di qualità. Parallelamente alla cantina creerò, sempre con un finanziamento dell’Unione
Europea un nuovo Agriturismo biologico con sale conferenze e attrezzature per accogliere persone da tutto il mondo. Questo permetterà di portare flussi importanti di turisti nel nostro comprensorio che dormiranno nelle nostre strutture di ricezioni, andranno nei nostri bar, visiteranno i nostri Musei, le nostre Rocche, i loro mezzi si approvvigioneranno di carburante dai nostri distributori. L’operazione è pensata per creare occupazione diretta e indiretta”.

Da sempre Zuffa ha puntato sul biologico, perché?
“Io credo nella possibilità di una agricoltura pulita. E’ un vantaggio per chi produce e per chi consuma. Oggi c’è anche la tecnologia che ci può aiutare su questo versante. E’ possibile usare antiossidanti naturali al posto della vecchia anidride solforosa. Ciò che mangiamo e beviamo sono fondamentali per il nostro corpo. Il cibo è la prima medicina, non rendiamolo un veleno. L’università di Harvard ha presentato il vino come un farmaco, la condizione basilare è che però sia bio”.

Ma l’attenzione di Augusto Zuffa è rivolta anche verso l’estero, in particolare la Cina, dalla quale è appena tornato dopo aver visitato tre delle città più importante dal punto di vista economico: Shanghai, Pechino, Guangzhou, conosciuta in Italia perchè ha vinto il campionato di calcio cinese con la squadra guidata dall'ex allenatore della nazionale italiana Marcello Lippi. Cosa ha portato in Italia da questa esperienza?
“Oggi di fronte ai grandi mutamenti abbiamo due possibilità: chiuderci in casa spaventati o cogliere queste nuove opportunità. Spesso i nostri migliori cervelli tendono ad andare all'estero, in questi nuovi paesi emergenti dove sono rispettati e ben retribuiti. Io però voglio verificare una nuova strada. Ho creato in Cina un'azienda per vendere ai cinesi i miei migliori vini, questo potrà aumentare gli occupati ad Imola, porterà nuovi investimenti ad Imola con risorse che arrivano dalla Cina. Se vogliamo sopravvivere e non impoverirci ogni anno di più, dobbiamo vedere i nuovi Paesi, una volta emergenti, come una opportunità, non come una minaccia e, anche se è difficile e rischioso, occorre fidarsi di loro”.

Ci racconti meglio questa esperienza.
“La Cina è in una fase di grande evoluzione. Si tratta di un paese con una cultura antica, che oggi si trova di fronte ad una crescita a tratti impetuosa. Ci possono essere delle importanti opportunità. Io ho creato un'azienda insieme al vicepresidente di una multinazionale cinese. Potrebbe essere un investimento a rischio, potrei perdere delle risorse economiche, ma mi sono fidato del partner cinese. Se nessuno fa il primo passo e se nessuno rischia non riusciremo mai a superare questa crisi e questo momento così difficile per il nostro Paese. Anche in Cina stiamo cercando di aiutarci con finanziamenti dell'Unione Europea per l'internazionalizzazione. Abbiamo un progetto serio, lavoriamo seriamente, stiamo lanciando il nostro brand in un mercato immenso e ce la stiamo mettendo tutta”.

Infine, per non smentirsi, Zuffa si è lanciato in una nuova avventura, sostenendo l’impresa di un giovane nel settore informatico…
“In credo che le persone che hanno dei valori, umani prima di tutto e professionale in secondo luogo, vadano aiutate a realizzarsi (al di la della loro età, provenienza, ceto sociale, titolo di studio). Rappresentano una ricchezza per loro stessi e per tutta la Comunità. Quando ne incontriamo uno bisogna assolutamente convincerlo a provarci. Così ho conosciuto Ylli Doko, ingegnere informatico, grazie all’Apple di cui sono cliente. Mi ha fatto conoscere talmente il mio Iphone e gli altri miei prodotti Apple, tanto da rendermi conto di avere tra le mani una ‘Ferrari’ usata però come una cinquecento. Ylli, seppur giovane, ha già una buona esperienza lavorativa in una azienda per la quale ha curato i prodotti Apple come responsabile tecnico, è un lavoratore infaticabile che si è fatto da solo, una persona straordinaria. L’ho convinto a provarci, così è nata l'idea di AppleImola”.

Una nuova attività che vuole anche essere “un messaggio di speranza e di fiducia verso il futuro, dobbiamo provarci e dobbiamo crederci sempre! Solo così si può veramente uscire dalla crisi”.