Imola. La staffetta tra Letta e Renzi apre sicuramente uno spinoso capitolo anche sul tema della tassazione, dei famosi “aumenti Tasi vincolati alla copertura delle detrazioni per le famiglie” che erano stati previsti dal governo Letta.

“Auspicando che il nuovo governo voglia mettere mano subito anche a questo tema – sostiene il neocapogruppo di Forza Italia Simone Carapia – applicando dei correttivi, vogliamo ricordare che in materia di Tasi-Imu, il governo Letta ha deciso di presentare un emendamento al decreto enti locali in base al quale ai Comuni sarà concessa, per il 2014, esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli, ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di stabilità e la possibilità di decidere un incremento delle aliquote al di sopra dei massimi attualmente consentiti; questo, secondo il precedente governo, lascerebbe i Comuni liberi di decidere come ripartire l’aumento. L’incremento sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille complessivo e i Comuni saranno liberi di decidere come ripartirlo tra le diverse basi imponibili”.

“Nell'ipotesi peggiore – continua Carapia – l'aliquota Tasi sulla prima casa arriverà al 3,3 per mille contro il 2,5 per mille previsto finora. I Comuni dovranno utilizzare questa maggiorazione per introdurre detrazioni d'imposta a favore dei ceti più deboli. Ma tutti gli altri contribuenti pagheranno ancora di più. Per questo riteniamo doveroso, anche alla luce delle odierne dichiarazioni del sindaco Daniele Manca che sostiene di non voler toccare le aliquote, presentare una mozione per impegnare sindaco e giunta a non applicare per il 2014 maggiorazioni alla Tasi e a provvedere a tutte le detrazioni per le famiglie bisognose senza però ricorrere alle maggiorazioni Tasi, ma attraverso la generazione di risparmi dalla propria gestione. Cogliamo l’occasione, a tal proposito, per ricordare la necessità urgente di avviare un dibattito serio per trovare le modalità più consone ed eque che permettano di individuare le persone realmente bisognose, i veri ceti deboli, sul territorio e ai quali – e solo a loro – devono andare gli aiuti sociali”.