Imola. Novità sul fronte educazione stradale. Dopo l’incontro dei mesi scorsi tra Pm, Amministrazione comunale e il “Gruppo genitori per la difesa dell’educazione stradale” dove emergeva un’ipotesi di riduzione ulteriore delle attività nella scuola primaria, ora arriva la buona notizia che il progetto potrà realizzarsi anche nel 2014 con le stesse caratteristiche del 2013, con il ripristino del secondo incontro anche per le classi quarte delle scuole elementari.

Una scelta importante visto il successo che l’attività ha nelle scuole: “Il progetto, che è portato avanti dalla Polizia municipale, e viene svolto in collaborazione con le scuole imolesi di ogni ordine e grado, oggi vede protagonisti ben 3300 studenti, dai bambini della scuola dell’infanzia fino alle superiori e 29 scuole, 80 insegnanti e 11 agenti di Pm”, come fanno sapere l’ispettore capo dott.ssa Maristella Spina e l’assistente scelto Nicoletta Cantagalli, a nome dell’ufficio Educazione stradale della Pm imolese.

L’attività
– Il progetto “Vivere la strada”, rivolto ai bimbi di 5 anni della scuola dell’Infanzia, è stato modulato, sempre con la collaborazione degli insegnanti e dei pedagogisti, inserendo, nella visita al comando di Pm, un breve momento formativo in aula video, nella quale vengono proiettati immagini dei cartoni animati che trattano con parole semplici gli argomenti di educazione stradale, in cui i personaggi interagiscono con i bimbi sollecitandoli con domande e risposte.
Inoltre è stata ideata una festa finale anche per i bimbi dell’infanzia in concomitanza con il Saggio della scuola primaria.  Un percorso viene costruito per l’occasione, con segnaletica, semaforo, attraversamenti pedonali, cunette, slalom, ecc. in cui i bimbi possono circolare con le loro biciclettine o tricicli. Vicino al percorso viene allestita una mostra degli elaborati  fatti dai bambini stessi, durante l’anno.
Questo progetto coinvolge 12 scuole dell’Infanzia, per un totale di 350 bambini; sono impegnati 4 agenti di Pm di Imola e 12 maestre.

– Anche al progetto “Sicuri sulla strada” sono stati apportati dei cambiamenti, ma non sostanziali. La Pm incontra tutte le classi dalla 3ª alla 5ª delle scuole elementari che hanno fatto richiesta all’ufficio Educazione stradale, trattando gli argomenti della circolazione del pedone e del ciclista. I contenuti non sono cambiati e sono, come sempre, svolti in classe con l’insegnante, prima dell’intervento dell’agente di Pm, con l’ausilio del manuale e delle schede didattiche date a ciascun alunno.

In terza classe, nel primo incontro in palestra con il vigile, i ragazzi dopo aver costruito la strada con speciali strisce bianche, simulano gli argomenti trattati teoricamente: la circolazione del pedone sul marciapiede, in assenza del marciapiede,  attraversano la carreggiata sulle strisce pedonali, senza, ecc. Il secondo incontro riguarda la prova pratica in zona aperta al traffico dove i ragazzi possono esercitarsi in un percorso “vero”, in tutte quelle prove già simulate, cioè eseguite “per finta”. Quest’anno l’innovazione riguarda i percorsi personalizzati nei pressi della scuola, “studiati” in modo da poter far esercitare i ragazzi nei luoghi che conoscono e favorire l’integrazione nel territorio.

In quarta, si parla della circolazione con il velocipede. Gli insegnanti spiegano ai ragazzi teoricamente la bicicletta con il suo equipaggiamento e i comportamenti del ciclista, servendosi del manuale e delle schede didattiche in dotazione ad ogni alunno.
L’agente di Pm incontra la classe in palestra in un primo incontro e in un secondo momento nel cortile della scuola, dove ai ragazzi, muniti della propria bicicletta, illustra l’utilità degli accessori e spiega le manovre di svolta per poi farle eseguire agli stessi, in un percorso prestabilito e protetto, facendo riferimento anche ai comportamenti da tenere durante la circolazione in strada.

In quinta dopo un lavoro teorico degli insegnanti, si completa la formazione del ciclista,  in palestra simulando le regole sulla precedenza e nuovamente i comportamenti del ciclista, compreso il sorpasso di ostacoli sulla carreggiata.
Il secondo incontro riguarda la pratica in situazione reale, in luogo aperto al traffico, con le proprie biciclette, in cui possono sperimentare dal vero ciò che hanno imparato. Anche per le quinte le prove pratiche sono personalizzate nei pressi della scuola, studiate per contenere tutti gli elementi per esercitarsi. Non tutte le scuole hanno un percorso idoneo, come la scuola di Chiusura, per questo svolgerà la prova vicino alla piscina comunale (ex percorso). Lungo tutti i percorsi saranno presenti i genitori in funzione di “genitori istruttori”. Ogni incontro tra la Pm e la classe dura almeno 2 ore.

Il saggio finale come ogni anno conclude l’attività con la consegna del “Patentino del ciclista”. Questo progetto coinvolge  65 classi dalle terze alla quinte di 12 scuole primarie, per un totale di 1450 bambini; sono impegnati 6 agenti di Pm e 65 maestre. Mediamente ogni anno partecipano al saggio finale e ricevono il “patentino del ciclista” 450 bambini delle classi quinte, che danno vita al “Saggio finale di educazione stradale”.

– Per la scuola secondaria di 1° grado è stato modificato nel  2011 il programma e denominato “Liberi e Sicuri… a piedi, in bici, in ciclomotore”. Questo programma è stato elaborato per andare incontro alle esigenze organizzative della scuola e riqualificare gli interventi rivolti ai ragazzi/adolescenti. Il programma prevede la distribuzione ai ragazzi delle dispense predisposte dall’ufficio, nelle quali sono indicati gli articoli del Codice della strada che devono “studiare” prima dell’intervento in aula dell’operatore di Pm di 3 ore che tende, non solo all’approfondimento delle norme studiate, ma a spiegare il concetto di legalità.
Proprio per sensibilizzare le coscienze dei ragazzi e offrire loro un’occasione di riflessione, gli incontri teorici sono integrati da filmati che possono essere utili a far comprendere le conseguenze drammatiche di alcuni comportamenti.
Inoltre facendogli analizzare foto di casi reali, chiediamo loro di indicare quali atteggiamenti o precauzioni si potevano adottare per evitare quel tipo di incidente. Diamo inoltre nozioni di comportamento da tenere in caso di incidente sia come coinvolti che come testimoni.
Alla fine viene loro sottoposto un questionario di verifica sugli argomenti trattati.
Questo programma ha riscosso un enorme consenso sia da parte degli studenti che dai professori, tanto da raddoppiare l’adesione all’attività che è passata da 30 classi a 64 classi, di 5 scuole, per un totale di 1500 studenti; sono impegnati 4  agenti di Polizia Municipale di Imola e 63 docenti.

– Stesso successo è stato per il progetto per la scuola secondaria di 2° grado “Maturi sulla Strada”. L’anno scorso la Polizia municipale, insieme all’Asl di Imola, ha incontrato 13 classi “al completo” della scuola superiore, in specifico classi seconde e quarte, per un totale di 269 alunni; sono impegnati 3 agenti di Pm e 13 docenti.
La scelta di parlare a tutta la classe è stato vincente, invece che a soli 3 formatori come promosso dalla Provincia (Metodo Peer tutoring, educazione tra pari). I ragazzi hanno risposto all’iniziativa con grande interesse e maturità. Soprattutto quando si trattavano argomenti che riguardavano gli incidenti causati dall’abuso ed uso di alcol e droghe.
“Alla luce di questi progetti – concludono Maristella Spina e Nicoletta Cantagalli -, emerge chiaramente l’importanza della Pm come struttura pregnante per trasmettere questi concetti fondamentali alla base dell’educazione stradale, che sono strettamente legati al lavoro svolto quotidianamente sulla strada”.

Un po’ di storia
La sperimentazione dell’educazione stradale su alcune classi del Comune di Imola inizia nel 1985 da parte di alcuni operatori di Pm di Imola. Dal 2008, dopo il pensionamento del “papà”, l’ispettore capo Emilio Noferini, l’attività di educazione stradale è proseguita dai  “figli” che ormai grandi, hanno continuato con lo stesso spirito e motivazione trasmessa loro nel corso degli anni passati insieme.
“Il Progetto di educazione stradale nato a Imola ha una storia con obiettivi specifici e precisi che non sono cambiati. Gli unici apporti nuovi al programma riguardano alcune innovazioni relative alle modalità di trasmissione dei contenuti, per aumentarne l’efficacia, con particolare riferimento alla comunicazione alle nuove generazioni” spiegano dall’ufficio Educazione stradale di Imola.
“E’ importante ribadire che l’obiettivo delle innovazioni si basa essenzialmente sul rispetto della qualità degli incontri con le classi e che questi incontri devono essere tenuti in tutte le classi che ne fanno richiesta. A differenza degli anni passati, antecedenti il 2008, in cui si ‘sceglievano’ le classi a cui offrire il servizio mentre alle altre classi escluse si negava qualsiasi prestazione” aggiungono Maristella Spina e Nicoletta Cantagalli.


Materiale didattico

Il materiale didattico che viene dato ai ragazzi e alle insegnanti è quello creato ed elaborato da un gruppo di operatori della Pm, insegnanti e pedagogisti, all’interno del Comando di Imola. Questo materiale è attualmente stampato e distribuito dalla Provincia di Bologna, “tale e quale” senza nessuna modifica ai testi, se non mettere di fianco al logo del copyright “Provincia di Bologna” e aver cancellato “Comune di Imola”.


La formazione degli agenti

Poiché il progetto di educazione stradale è nato a Imola e continua ad essere svolto dagli stessi operatori da anni, con la medesima motivazione e impegno di sempre, gli agenti di Pm che danno vita al progetto ritengono più utile incontrarsi come gruppo per il passaggio d’informazioni all’interno del Comando. Per questo motivo la Pm di Imola ha scelto di lasciare il posto all’interno dei corsi di formazione organizzati a Bologna  dalla Provincia a quegli operatori di altri Comuni che non conoscono il progetto.