Bologna. Legambiente manifesterà davanti al palazzo del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna, in via Aldo Moro, martedì 25 febbraio, dalle 10 alle 12, per sottolineare, ancora una volta, la necessità di porre fine alle colate di cemento che stanno non solo deturpando quello che resta del bellissimo territorio della nostra Regione.

Martedì 11 febbraio è stata depositata in Consiglio regionale una risoluzione per arrivare ad una legge che concretamente ponga un freno al cemento in Emilia-Romagna.
Legambiente ha lanciato una petizione per “tenere accesi i riflettori sul voto del consiglio e fare pressione”.

Per sostenere è possibile firmare on-line >>>>

La proposta lanciata a novembre da Legambiente era stata accolta da 10  consiglieri regionali, in modo trasversale, che si erano impegnati a portarla in aula con una risoluzione formale.

Molte le adesioni di personalità della società civile e della politica. Da Oliviero Toscani a Luca Mercalli, passando per gli scrittori Valerio Varesi e Pino Cacucci, per arrivare ai referenti regionali di Libera e del CAI, e al segretario della Cgil di Parma, c'è una bella fetta di società civile che ha deciso di sostenere la petizione lanciata da Legambiente Emilia-Romagna.
Sul versante delle istituzioni hanno firmato la petizione, tra gli altri, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, il presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Fausto Giovannelli, i deputati Ermete Realacci, Alessandro Bratti, Tiziano Arlotti, il Senatore Giorgio Pagliari, il sindaco di Mondaino Fabio Forlani e diversi assessori comunali.
Non mancano anche soggetti del mondo dell’agroalimentare, uno dei settori di punta dell’economia regionale: dal presidente del Consorzio del Culatello di Zibello, all’amministratore delegato dell’azienda conserviera Mutti, al presidente del Consorzio di Bonifica Parmense.

“Le colate di cemento – accusa Legambiente – stanno rendendo sempre più problematica la vera qualità della vita di noi tutti. Le alluvioni, le frane, il dissesto idro-geologico sono il campanello di allarme (a dir il vero sta suonando da un po' …) di una cieca linea di indiscriminato consumo del suolo da parte di noi tutti: è ormai indispensabile prendere atto che qualunque elemento di questa terra , nella quale noi siamo ospiti temporanei, è, per sua stessa natura, limitato, destinato ad avere una fine e non sempre riproducibile. Unicamente una visione molto miope della situazione sociale ed economica può riuscire ad individuare una forma di sostentamento all'economia nel continuare ad occupare suolo per costruire fabbricati (ad uso civile, commerciale o industriale) destinati, purtroppo a restare deserti ed invenduti”.

L'attenzione al recupero dell'esistente deve essere l'obiettivo prioritario. Per questa semplice ragione domani Legambiente stazionerà davanti al palazzo della Regione: “Cerchiamo di costruire e non di distruggere. Pretendiamo che il nostro sguardo fossa fuggire lontano senza inutili e deturpanti ostacoli. Cerchiamo l'erba sotto i nostri passi e non cemento o catrame. Il nostro pensiero vada, sempre, a chi verrà dopo di noi”.

Per il documento completo con i sei punti e la lista dei consiglieri aderenti clicca qui >>>>

(Mauro Magnani)