Castel San Pietro (Bo). L'applausometro premia Fausto Tinti, ma Graziano Prantoni è una “vecchia” volpe della politica e nel finale ha rintuzzato gli attacchi dell'avversario nella sfida all'americana per e primarie a candidato a sindaco del Pd che si svolgeranno il 2 marzo davanti a un teatro del Cassero stracolmo di gente. Tinti si toglie il maglione, è carico e accenna anche parole in dialetto bolognese per non dar l'aria di un professore universitario qual è. Prantoni usa l'ama del ricordo del suo impegno da sindaco già fatto per 10 anni per sottolineare “di avere una certa competenza e capacità e di essere disponibile 20 ore al giorno per sette giorni alla settimana per i problemi dei cittadini”. Sì, problemi perché l'ex sindaco mette in evidenza che negli ultimi anni Castello è un po' caduta indietro e deve fare molto di più, soprattutto sul piano del turismo e delle strutture sportive.

Tinti punta molto sulla scuola, sui servizi molto efficienti riconosciuti da tutti e dall'ottima situazione dei conti lasciata dall'amministrazione di Sara Brunori, il suo sindaco in prima fila con gli assessori Cristina Baldazzi e Sauro Dal Fiume. Molto è stato fatto bene, anche se si può ancora migliorare.

La situazione diventa calda quando Prantoni dice che vuole abbattere la stazione delle corriere e far ritornare una rotonda come quella che esisteva prima, ma Tinti lo rimbecca urlando che la stazione delle corriere è della Provincia (Prantoni è assessore provinciale) e riprende un motto bersaniano “Non siamo mica qui a smacchiare il giaguaro, basta con queste chiacchiere”.

Quando arriva la domanda su cosa farà il vincente della sfida dell'altro concorrente, Tinti riesce solamente a dire che deciderà il Pd, ma Prantoni piazza un “colgo un certo imbarazzo nelle tue parole, se perderò ho un lavoro e farò quello”. Ora tocca alle urne che il 2 marzo saranno aperte anche a Borgo Tossignano (Paolo Sartiani e Clorinda Mortero), Castel Guelfo (Adolfo Soldati e Cristina Carpeggiani) e Dozza dove i candidati sono tre (Paolo Strazzari, Francesca Lelli e Claudia Ceroni).

(Massimo Mongardi)