Questa “piccola inchiesta” è il frutto di uno stage di due settimane all’Istituto magistrale “Alessandro da Imola”, indirizzo Liceo delle Scienze sociali, tenuto dai giornalisti di www.leggilanotizia.it e al quale hanno partecipato due studenti, Cristiano Cardone e Gianandrea Monti, che sono gli autori dei testi che troverete sotto.  

Imola. Le antenne della telefonia continuano ad essere un problema molto sentito dai cittadini. L'installazione di nuove antenne comporta un effetto pubblico, oltre che privato. Infatti non si può parlare di antenne senza parlare anche delle conseguenze sulla salute. Ne parliamo con l’assessore all’Ambiente Davide Tronconi che presenterà il “piano antenne” mercoledì 5 marzo in commissione Urbanistica e successivamente in una iniziativa pubblica allo Zoo Acquario .


In che cosa consiste il “piano antenne”?

“Attraverso il piano antenne si governano, ma non si spengono, le antenne. Esse verranno monitorate e controllate attraverso delle centraline mobili che misureranno le onde elettromagnetiche. Verranno installate 3 centraline mobili della società specializzata Polab che analizzeranno dalle 12 alle 16 stazioni radio”.


Tutto ciò ciò darà qualche garanzia in più dal punto di vista della salute?

“Si cerca di evitare una sovrapposizione di campi elettromagnetici, i quali sono dannosi. Per quanto riguarda le centraline, esse sono completamente innoque. Al momento ci sono 30 pali e 54 stazioni radio, è naturale poi che ogni gestore della telefonia cerchi di offrire il servizio migliore al suo cliente. Proprio per questo si è pensato di installare tante antenne a bassa frequenza. E' però da valutare attentamente se tante antenne a bassa frequenza siano vantaggiose rispetto a poche antenne con frequenza maggiore”.


Ma il comune cosa può fare se un privato decide di far installare delle antenne sul proprio tetto?

“Senza il ‘piano antenne’, il privato può firmare l'installazione e il gestore dell'antenna è tenuto a comunicarlo all'Arpa. Nonostante questo, il Comune non può intervenire nel contratto, poiché è un contratto tra privati. Dopo l'attuazione del ‘piano antenne’, è necessario che il gestore si rivolga obbligatoriamente al Comune”.


Una volta controllate le antenne allora i rischi saranno minori?

“Ciò è vero solo in parte – ribadisce l'assessore – basti pensare che un cellulare emette cento volte il numero di onde elettromagnetiche rispetto ad un'antenna. Eppure il cellulare è diventato parte della vita quotidiana e sarebbe impossibile rimuoverlo dalla società. Ho comunque intenzione di avviare, nel 2015, una campagna di sensibilizzazione all'utilizzo corretto del cellulare”.

Quale sarà il percorso partecipativo rispetto al “piano antenne”?
“Presenterò il piano il 5 marzo in commissione Urbanistica e dopo la metà di marzo nella sala dello Zoo Acquario nel corso di un incontro aperto a tutti i cittadini”.


Le paure dei cittadini

L'informazione, come ben sappiamo, non arriva a tutti ugualmente. Ci sono poi varie opinioni e diverse credenze riguardo al problema che stiamo trattando: le antenne della telefonia mobile. L’ultima installazione di una di queste antenne su uno stabile privato ha creato preoccupazione e malcontento nella popolazione. Cè chi è convinto che un miglioramento della tecnologia non sempre porta ad una situazione di vita più vantaggiosa. Anzi, secondo alcuni studi, esistono reali rischi per la salute co l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche.
Dunque, abbiamo davvero bisogno di tutta questa “comunicazione” che ci fa perdere di vista i valori reali? Secondo la signora Gemma, abitante del quartiere Marconi, interessato dal problema, “non c'è bisogno di un eccesso nell'utilizzo della telefonia mobile poichè si rischia di perdere il contatto con la realtà, specialmente per le nuove generazioni. Esse infatti, vivono come se ‘indossassero una maschera’. Sono convinta dei rischi che le antenne possono provocare alla salute, e per questo ho firmato la petizione contro l'installazzione di tali apparecchiature”.
 
Non è, però, l'unica ad aver aderito a firmare la petizione, poiché anche alcuni commercianti si sono preoccupati di questo fenomeno, senza aver riscontrato nessun miglioramento dalla presenza dell'antenna. Altri ancora non si preoccupano dei possibili effetti, a dimostrazione che anche l'informazione spesso viene letta in maniera diversa dalle varie persone.

Secondo il signor Bruno, che in passato ha partecipato alla vita politica imolese, bisogna avere uno sguardo più ampio verso il bene comune, che riguarda anche i singoli. In particolare noi giovani che dobbiamo farci carico dei rischi e delle situazioni problematiche attuali legate alla comunità. E dovremo avere un occhio per coloro che verranno dopo di noi, i nostri figli, ai quali dobbiamo lasciare un posto migliori dell’attuale.

Salute ed Elettrosmog: un rapporto difficile
Le onde elettromagnetiche a bassa frequenza sono dannose per l'uomo. Un'esposizione prolungata può essere causa  di forme tumorali al sistema nervoso, alle ghiandole mammarie e leucemie. Possono poi causare emicranie frequenti e calo dell'attenzione, disturbi alle orecchie e agli occhi, disfunzioni sessuali e mestruali.
Secondo alcuni studi della Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) già una quotidiana esposizione prolungata per più di 30 minuti con un telefono cellulare, può aumentare del 40% i rischi di tumori. Le fasce particolarmente vulnerabili a queste onde sono i bambini e gli adolescenti tra i 13 e i 20 anni. E’ importante ricordare che i telefoni cellulari, pur rispettando le normative di protezione sanitaria, espongono la popolazione almeno 100 volte di più di quanto facciano le stazioni radio base. Bisogna cercare di prevenire tali problemi utilizzando la telefonia mobile con cautela.
Alcuni suggerimenti sono, ad esempio, l'uso di auricolari durante le chiamate prolungate, tenere offline il telefono durante gli spostamenti (poiché il dispositivo cercherà continuamente campo, aumentando le onde), allontanare il cellulare dal corpo nei luoghi di riposo…
Oltre alla telefonia mobile, ci sono molte altre apparecchiature di uso quotidiano che possono essere causa di elettrosmog: il forno microonde, il telefono cordless e il router wi-fi. Un uso attento e consapevole e l’acquisto di prodotti a basso radiazioni possono aiutarci a prevenire eventuali disturbi futuri.

Cos’è l’elettrosmog
 E' il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti. In breve, riguarda il numero e la frequenza di onde elettromagnetiche non ionizzanti (cioè a bassa frequenza) emesse da antenne satellitari e della telefonia mobile. Tali onde sono diverse da quelle emesse dalle stazioni televisive, le quali sono ionizzanti, cioè ad alta frequenza e per questo non particolarmente dannose.
In Europa il limite di emissione di onde consentito è compreso tra i 40 e i 60 v/m (volt al metro) mentre già in Italia con un decreto del 2011,che è stato attuato grazie anche all'intervento di molti comitati di protesta, il limite è stato abbassato da 20 v/m a 6 v/m per le aree abitate.  Eppure rimane sempre un'alta fascia di rischio all'esposizione di tali onde.

(Cristiano Cardone – Gianandrea Monti)