Imola. Il 5 maggio sarà il gran giorno della cooperazione imolese che inaugurerà la Casa comune.  Abbiamo deciso di raccogliere le valutazione e le speranze legate a questa scelta. Partiamo dai giovani cooperatori e dalla loro coordinatrice, Micaela de Simone.


Come ci arrivate a questo appuntamento? Cosa vi attendete?

“Voglio partire da noi. Il gruppo dei giovani inizialmente si è costituito all’interno di Legacoop; e  quando abbiamo cominciato ad operare concretamente ci siamo resi conto che anche quelli che provenivano da Confcooperative avevano gli stessi nostri problemi. Abbiamo quindi costruito un’iniziativa in comune (il tema era la riforma del lavoro dell’allora ministra Fornero) e abbiamo lavorato per fare in modo che questo operare comune non rimanesse un’esperienza isolata. Ritenevamo infatti che agire di comune accordo  e avere insieme strumenti e idee per promuovere la cooperazione, fosse il modo giusto per dare forza e concretezza al movimento e per ampliare l’attenzione per la cultura cooperativa. Per noi questo ultimo aspetto è fondamentale, e di qui l’esigenza della formazione dei giovani  l’attenzione verso i soci, e verso tutti coloro che lavorano in aziende cooperative. Oggi l’età della pensione è spostata in avanti e quindi è un tema importante quello del benessere dei soci durante tutto il corso della loro vita lavorativa. Questo ci ha portato ad organizzare diversi incontri e siamo stati in grado di fondare, a luglio dello scorso anno, l’Alleanza delle cooperative imolesi, gruppo giovani. Sia Legacoop che Confcooperative sono stati d’accordo nel creare questo gruppo. Piano piano aumenta il numero dei partecipanti alle nostre riunioni e invitiamo i presidenti ad agevolare la presenza alle nostre riunione di un numero crescente di giovani. Quando il confronto si allarga nascono anche idee migliori”.


Che ruolo pensate di avere?

“Ci stiamo ragionando. Una prima riflessione è di poter lavorare con tavoli paralleli. Mi spiego meglio. I giovani possono, anzi devono portare elementi innovativi nel mondo della cooperazione, e questo non vuol dire conflitto con gli attuali presidenti ma confronto importante fra persone che guardano le cose con occhi diversi. Noi cooperatori condividiamo, tutti, lo spirito e i valori della scelta mutualistica, si tratta adesso di aggiornare ai tempi quei princìpi e ritengo che i giovani cooperatori abbiano molte cose da dire. Posso dire che portiamo un pensiero innovativo”.


Pensiero innovativo. Per esempio…..

“I modi per far conoscere le nostre buone prassi va adattato ai tempi e siamo convinti che ci voglia maggiore spinta nella presentazione della funzione della cooperazione. Io credo che nel nostro modello ci sia il futuro di questo paese. Dobbiamo inoltre guardare a settori che sembravano lontani dalle nostre esperienze: Pensiamo ai liberi professionisti (i dentisti lo hanno già capito) che fanno fatica ad imporsi: insieme sono in gradi di creare quella massa critica che li mette in condizione di competere a testa alta”.


Fino ad ora come ha risposto alle vostre richieste l’Alleanza delle cooperative imolesi?

“Positivamente. Siamo invitati permanenti al tavolo della presidenza e il fatto di condividere le informazioni ci permette un confronto concreto sulle scelte future”.

(m.z.)