Lugo. Tanta gente al confronto fra i sette candidati alla poltrona di primo cittadino. Anche molte facce giovani, ma diversamente da altre occasioni, i volti noti (e un po’ di claque di supporto) erano una bella fetta dei presenti.

Stimolati, alla camomilla, dall’associazione EViVaLugo,  i magnifici sette ( a cui si aggiungeranno probabilmente altri nomi), hanno svolto con diligenza il loro compito e i piccoli ruggiti sono stati piuttosto scarsi.

D’altronde, le domande permettevano grandi convergenze (si è parlato di tasse comunali, di burocrazia e di comune unico della Bassa Romagna) e non era semplice per un neofita della politica distinguere la storia politica dei candidati.

Valgimigli (Rifondazione Comunista) ha onorato la propria appartenenza ricordano che non farà parte del prossimo governo di Lugo, chi ha una storia PCI (come Verlicchi) ha glissato ed è stato molto abile Gian Ruggero Manzoni a ricordaglielo e ricordarlo ad una platea attenta, e durante le risposte abbiamo assistito a qualche caduta populistica che durante questi confronti ci sta sempre.

I progetti per la città sono rimasti all’orizzonte. Si sta con Hera, o si imbocca un’altra strada (e Verlicchi ha citato i casi di Ferrara e Forlì che hanno deciso di correre da solo)? I dipendenti comunali sono una massa di scansafatiche o un patrimonio prezioso (e Manzoni pareva più vicino alla prima ipotesi)? Si deve arrivare ad un comune unico o no (e Ranalli ha preferito la seconda ipotesi)?

Ci è parso che questo primo round sia stato dominato dallo studio degli avversari. Per entrare nel vivo del confronto dovremo attendere altre occasioni.

 

(m.z.)