Imola. Il tono spinto ed enfatico, quasi una maschera vocale, di un leader del Ku Klux Klan, pronuncia le regole per essere veri americani, in nome della cultura che afferma la supremazia della razza bianca sulla popolazione di colore. Siamo nel Nord America, anni ’60, il movimento del  KKK predica il razzismo e si oppone al riconoscimento dei diritti dei neri con incursioni violente e distruttive.

 Nina Simone al secolo Eunice Kathleen Waymon è una pianista figlia di un pastore e cresciuta in un ambiente bianco, affascinata dalla cultura africana. Carattere turbolento temperato solo dalla vicinanza del marito che è anche il suo agente, ben presto si schiera decisamente a favore dei diritti civili della popolazione di colore, vicina allo Sncc, movimento studentesco violento diretto da Stokely Carmicahel e alle idee di Malcom X.

Sono gli anni della rivolta nera e del grande movimento che fa riferimento a Martin Luther King. Lei stessa dice: “If I had my way I’d’ve been a killer”, frase che è divenuta il titolo di uno spettacolo prodotto dal Combo Jazz Club di Imola e dalla Compagnia Teatrale della Luna Crescente in occasione della edizione 2013 della rassegna di Jazz “Crossroads” e riproposto il 22 febbraio al Teatro di Dozza. Lo spettacolo è il risultato di un progetto di ricerca nato da un’idea della giovane cantante imolese Valentina Monti che da tempo nutre una passione per Nina Simone. Racconta Valentina che inizialmente ha ascoltato i primi dischi che si trovano raramente e propongono una Nina Simone eclettica che si cimenta con diversi generi musicali e poco col jazz. Poi la lettura della biografia è stata la scoperta di un’artista inserita in una rete di relazioni con importanti artisti e intellettuali del suo tempo fra cui Langston Hughes poeta afroamericano,  Miriam Makeba e altre icone della cultura di riferimento degli afroamericani. Il materiale raccolto, testi e musiche è stato riversato in un CD con i pezzi recitati da Corrado Gambi, bravo ed efficace e brani musicali tutti sui diritti civili, scritti da Nina Simone e per l’occasione arrangiati dai bravi Dagmar (chitarra) e Diber Benghi (tastiere)  e dalla stessa Valentina che ha prestato la sua bella voce ai brani di Nina. Il risultato è lusinghiero sia per la prestazione talentuosa dei protagonisti sia per il documento che ne è emerso. Un documento di impegno sociale e politico di grande interesse musicale e narrativo, con registrazioni originali, che riattualizza il tema del riconoscimento dei diritti civili in un mondo contemporaneo in cui ancora troppe sono le violazioni e le violenze verso etnie diverse, le donne, i minori e in genere i più indifesi. Al CD registrato e mixato dal trombettista castellano Maurizio Piancastelli che partecipa anche come musicista, ha concorso anche il percussionista e batterista Roberto Rossi . Certamente da consigliare e un utile strumento per affrontare il tema dei diritti per cui la musica è da tempo uno straordinario linguaggio di sensibilizzazione e di condivisione. Il CD è in vendita al modico prezzo di 10 € e si può trovare presso il Teatro di Dozza o richiedere alla Compagnia Teatrale della Luna crescente (corrado.gambi@gmail.com).

(Virna Gioiellieri )