Due giorni non facoli il 4 e il 5 marzo per i fiumi del territorio imolese. Pur essendo ingrossato rispetto ai livelli consueti, il Santerno è rimasto per tutto il periodo all'interno dei limiti di preallarme. In via precauzionale, il Servizio protezione civile del Comune ha comunque chiuso a partire dal tardo pomeriggio di ieri il sottopasso ciclopedonale al ponte di viale Dante, via delle Lastre e i percorsi ciclopedonali nel lungofiume, dal ponte Tosa fino alla Rivazza, compresa l’area parcheggio golenale Tosa e gli orti anziani posti lungo la via Graziadei di fronte a via Banfi. Il monitoraggio è proseguito durante tutta la notte con passaggi dei volontari e del Servizio Tecnico Bacino Reno e attraverso il controllo della centralina idrometrica di Codrignano. Il Santerno ha raggiunto il suo livello massimo alle 3.30, registrando a Codrignano 1,03 m sullo 0, facendo salire nel tratto lungofiume poco dopo la Tosa l’acqua nell’area di golena, lambendo la via delle Lastre. Il livello raggiunto è stato di circa 12-15 cm al di sotto del livello di preallarme. Nelle 24 ore interessate dallo stato di allerta, su tutto il bacino di raccolta a monte di Imola sono caduti 312 mm di pioggia,così suddivisi: Firenzuola 85 mm; Castel del Rio 104 mm; Borgo Tossignano 75 mm; Imola 48 mm.

Per quanto riguarda il Sillaro, alle 16.30 del 4 marzo si è subito attivato il Servizio di protezione civile comunale avendo verificato che in quel momento il livello raggiunto dal corso d’acqua alla stazione idrometrica di Castel San Pietro Terme era pari a 1,33 m sullo 0. Un primo nucleo volontario di Protezione civile di Imola, composto da 4 persone, è stato inviato a metà pomeriggio del 4 marzo in un’abitazione in prossimità del ponte Dozza, il cui giardino era allagato dall’acqua di pioggia che non riusciva a defluire verso il fiume Sillaro, che era già pieno e che scorre più alto rispetto al livello della casa e del suo giardino. Per questi due motivi le valvole di scarico dell’acqua nel fiume non riuscivano più a immettere l’acqua del cortile nel fiume stesso. Questo nucleo di Protezione civile ha presidiato l’argine fluviale seguendo l’andamento della piena e tenendosi pronto ad una eventuale evacuazione di persone, mezzi e materiali da quella casa e da altre abitazioni nel caso il Sillaro fosse tracimato. Questo nucleo volontario di protezione civile ha operato dalle 18 alle 22 circa.

Un altro nucleo di quattro volontari di Protezione civile ha invece raggiunto il Servizio di Protezione Civile comunale intervenuto verso le 19 in via San Salvatore (quasi interamente “strada bianca”) a Sesto Imolese. Qui infatti alcuni residenti avevano segnalato la fuoriuscita di acqua dall’argine sinistro del Sillaro, in direzione delle case collocate lungo la via San Salvatore – via Chiesa di Sesto Imolese. L’acqua fuoriuscita ha interessato un tratto di circa 300 metri della via San Salvatore, raggiungendo un’altezza di circa 50 cm. Insieme al Servizio Tecnico Bacino del Reno è stato attivato immediatamente un bob-cat presente in zona e un escavatore di maggior portata, al fine di impedire all’acqua di raggiungere le abitazioni, realizzando una barriera in terra di difesa e un fosso di scolo sulla “strada bianca” San Salvatore.