Imola. Un'analisi a tratti dura della crisi, ma necessaria. E' il senso della relazione del segretario della Cgil Paolo Stefani che ha aperto il 6 marzo (dovrebbe essere riconfermato il 7) il congresso della Cgil all'hotel Donatello. In apertura, Stefani ha rticordato che “la disoccupazione certificata nel Circondario sta arrivando a toccare quota 13mila di cui 10mila hanno già superato la durata di un anno. Se non si inverte rapidamente la rotta si scaricheranno anche a livello locale tutte le conseguenti tensioni sociali mettendone a rischio quella coesione che per tanti anni ha permesso a questa comunitàdi superare tante difficoltà, comprese due guerre mondiali. I valori della nostra comunità come la solidarietà ha radici profonde, nella dottrina di Andrea Costa, nelle Società Operaie di Mutuo Soccorso, in quel sentire comune di appartenenza che è alle origini della cooperazione ma che rappresenta un sentimento molto più diffuso e radicato nel territorio che coinvolge tutti e al quale, in questa fase storica di perdita di valori, dobbiamo rivolgerci per essere in grado di rilanciare. Non possiamo quindi condividere la scelta fatta dai soci della Cooperativa Ceramica di escludersi dall'utilizzo della cassa integrazione; è un segnale che compromette alla base il senso dell'appartenenza a una comunità”.

“Ai Comuni – ha continuato il segretario in pectore – chiediamo di discutere le modalità per destinare le magre risorse di cui dispongono verso il sociale ma non sempre troviamo la loro disponibilità. Gli accordi fatti sui bilanci relativi all'anno 2013 sono stati solo due e in alcuni Comuni non si è riusciti nemmeno ad avviare il confronto. Così non ci siamo. Se la qualità dei servizi del Circondario è al buon livello che conosciamo il merito deve essere riconosciuto anche alle relazioni sindacali che negli anni abbiamo saputo costruire e siamo consapevoli che la coperta è corta ma è la coperta dei cittadini e il suo utilizzo non può prescindere dal confronto con chi esprime una importante rappresentanza sul territorio. Il Circondario deve esercitare quindi un ruolo di coordinamento più efficace tra i Comuni e diventare la sede collegiale delle decisioni anche e soprattutto in vista dell'abolizione delle province dalla quale deve uscirne più forte, non più debole. Deve essere inoltre il luogo delle relazioni sindacali per le quali abbiamo proposto di discutere e sottoscrivere un protocollo che ne definisca gli ambiti e le responsabilità, come allo stesso modo servono delle modalità e dei tempi all'altezza dei bisogni della nostra comunità. Il nostro territorio, a differenza di un passato che sembra ormai lontano, segue lo stesso andamento dei dati nazionali e nessuno ha il termometro per dire se abbiamo toccato il fondo da cui ripartire, siamo però al sesto anno dall'inizio della crisi più dura degli ultim 80 anni ed è urgente mettere in campo delle idee, consapevoli che se dovesse esserci una qualche forma di ripresa sarà tuttavia una crescita senza nuova occupazione”.

“E' noto che la cooperazione – ha aggiunto Stefani – rappresenta il punto di forza del territorio imolese, in termini di occupazione interna e nella quantità di imprese che lavorano nel suo indotto e dobbiamo iniziare a domandarci quale futuro ci aspetta se viene drasticamente ridimensionata in particolare nel settore manifatturiero. Si tratta di un tessuto di piccole e medie imprese dell'artigianato o dell'industria in larghissima parte altamente specializzate e che concorrono con le loro competenze alla qualità complessiva dei prodotti che vanno in giro per il mondIl Circondario ha bisogno di vedere nascere nuove aziende nel settore manifatturiero che sappiano valorizzare al meglio le nostre vocazioni, mi riferisco alla meccanica di precisione, alla meccatronica, all'automazione . Le risorse dal punto di vista produttivo per qualità e competenze ci sono, bisogna convincerle sui vantaggi di un sistema in rete, per creare filiere, per sviluppare ricerche e tecnologie all’interno di un sistema imprenditoriale più robusto anche sul versante delle dimensioni per il quale servono i finanziamenti adeguati. Con un utilizzo mirato delle risorse verso la ricerca e lo sviluppo è possibile integrare anche la formazione scolastica e post scolastica, come ad esempio gli Its, nella dimensione di un sistema territoriale che investe sui giovani e quindi sul futuro. Da questo punto di vista è indispensabile che funzioni un coordinamento, una cabina di regia per non disperdere delle opportunità”.