Spett. redazione,
gli imolesi dall’udito fino se ne saranno già accorti. Sul circuito (pronunciate come volete) sono tornate a correre le bighe. Ben prima delle rondini e dei rondoni annunciano alla nostra città l’arrivo della primavera. È un privilegio che tutti ci invidiano. Diciamo le bighe, per dire moto e auto, in omaggio all’antica storia di Imola, che in un formidabile resumé leggiamo in testa al “Piano di fattibilità giuridica e gestionale” elaborato e approvato da Con.Ami nel novembre 2012, quello che in pratica fissa il nuovo assetto finanziario Con.Ami / Formula Imola.

Per gli amanti della storia locale, per gli Imolesi non plus ultra, ne proponiamo uno stralcio: “La storia dell’autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari comincia nel lontano 80 a.c., quando la Imola romana si chiamava Forum Cornelli [sic]. In quell’epoca, nel territorio che oggi ospita il circuito probabilmente si ergeva un anfiteatro dove correvano le bighe. Evidentemente la zona era destinata a ospitare gare di velocità”.

 Probabilmente… Evidentemente… Tralasciamo il refuso sul nome romano della città, trascuriamo il fatto che le corse di bighe e quadrighe si facevano solitamente nei cosiddetti circhi e non negli anfiteatri: un po’ di confusione su quegli antichi impianti si può capire. Ci sconcerta la datazione così precisa: 80 a. C.! Siamo cittadini curiosi e amanti della nostra storia, e ci piacerebbe sapere quali sono le fonti di un’informazione così clamorosa inserita in un documento di tanta rilevanza, con timbri, loghi, firme e controfirme.

In attesa di chiarimenti storici, godiamoci tuttavia l’ouverture della primavera. Se siete fortunati e andate un fine settimana al Parco delle Acque Minerali, potrete avvertire  il rombo delle bighe, pardon delle auto, in pista. La stagione è appena iniziata.

(Cittadini per un autodromo diversi)