Spett. redazione,
la questione riguardante l’installazione di diversi ripetitori della telefonia mobile a Imola da problema sociale sta assumendo sempre più i contorni di una farsa. Alcuni giorni  addietro ho avuto modo di presenziare ad un incontro tematico sulle onde elettromagnetiche organizzato dalla lista civica Fornace Viva al don Fiorentini di viale Marconi. Secondo lo spirito pubblicizzato dagli organizzatori doveva essere un momento di informazione e chiarificazione sull’argomento. Purtroppo già dalle prime istanze  siamo partiti  molto male.

Il “Servizio d’Ordine” ha tassativamente vietato l’utilizzo di telecamere e macchine fotografiche,  che per una pubblica assemblea è già di per sé alquanto anomalo. Un conferenziere in videoconferenza, altri due presenti, che secondo il mio punto di vista  hanno molto  sorvolato sul problema che accomuna la cittadinanza. La dimostrazione  è arrivata dai cittadini che, spazientiti, hanno preso la parola con notevole foga, intervenendo e riportando esperienze personali sul caso antenne e manifestando rabbia e preoccupazione su come il Comune di Imola gestisce questa faccenda.

L’impressione che si è avuta ( e che anche io ho avuto) è che questo incontro invece che informare sia stato tenuto per tranquillizzare gli animi dei residenti ove le antenne, già autorizzate, andranno installate dopo la già forte protesta dei cittadini di viale Marconi 60 e zone limitrofi. Alla luce di questa sceneggiata e delle “proposte” dell’assessore Tronconi nel “mitico” piano antenne, la montagna ha partorito lo scafandro e come gli struzzi: una centralina e alcuni residenti utilizzati come cavie per il monitoraggio pilota in zona Marconi. Ma stiamo scherzando?!? Personalmente mi sento offeso nella mia intelligenza!

Il mio punto di vista? Questa manfrina tesa unicamente a bloccare lo scontento, in realtà non farà altro che mettere ancora più benzina sul fuoco…

(Maurizio Quarantini)