Occorre dirlo in tutta sincerità: per la prima volta dopo tanti anni di asfissiante e stagnante presenza passiva della politica economica ci si trova di fronte ad una novità decisamente incisiva: un aumento di circa 1.000 euro/anno in busta paga per tutti i lavoratori dipendenti con un reddito lordo inferiore ai 25.000 euro non è cosa da poco, soprattutto se confrontata con le promesse e le soluzioni (piccoli palliativi insignificanti) ai quali eravamo, da anni abituati.

Altro fattore decisamente innovativo deve essere riscontrato nella precisa indicazione dell'evento: non una data approssimativa o comunque legata ad altri eventi o coincidenze, ma una data precisa, esposta, netta. Siamo davanti al cosiddetto lancio del sasso nell'acqua ferma dello stagno, immagine che risale ad Esopo, e si spera di non trovarsi davanti ad altrettanto Re Travicello. Il propagarsi dell'onda nell'acqua stagnante (e pure maleodorante) ha provocato il fuggi fuggi delle rane presenti, ben ferme sulle rispettive foglie galleggianti, unicamente in attesa del nulla se non della personalissima ed attesissima quota di sole giornaliero (che da sempre loro appartiene). A dir il vero, alcune di esse, da tempo emarginate in zone poco soleggiate e di scarso prestigio, sono sbalzate al centro della scena con sorrisi sgargianti e vistosi segni di assenso, mentre quasi tutte le altre, in preda a forti sensazioni di sgretolamento dell'acquisito da sempre, hanno ripreso l'assordante gracidio della contrarietà, della critica se non della derisione. Alle non poche orecchie attente degli astanti, sono giunte note di profondo assenso o di deciso diniego, quasi in assenza di posizioni di attesa o di incertezza. In breve, o “la va o la spacca”.

E proprio di questo si tratta e, siatene ben certi, la posta è tutta nostra, sia in caso di vincita che di sconfitta. D'altra parte, la situazione della nostra economia, per non parlare della condizione sociale, è tanto grave che un'aspirina non sarebbe stata sufficiente quindi… Si narra di coperture finanziarie più che sufficienti, anzi sovrabbondanti, di possibilità di recupero di valori persi da sempre e di nuovi equilibri che vanno proprio nella direzione dell'incidere su quelle posizioni ferme forse da troppo. Ritengo opportuno evidenziare un aspetto della situazione che va, forse, al di là dell'esito della tenzone: occorreva attendere tanti anni per trovare tali strumenti? Era davvero necessario attendere l'uomo mascherato con tanto di gesto ipnotico per trovare le soluzioni? Dove erano tutte le rane gracidanti, ora rumorosissime, leste ad inveire e criticare? Forse che non si era notata la loro stagnante posizione? Non sarebbe forse opportuna una loro fase di silenzio/attesa?  E ancora, davvero innovativa e sconcertante la ferma posizione dell'uomo mascherato, il lanciatore del sasso: se l'onda non  riesce a far pulizia nella melma stagnante, depongo la maschera e me ne vado.

Non vi sfugga, al di là di ogni possibile critica o speranza o certezza, che tale gesto è davvero innovativo, quasi rivoluzionario! Ascoltare il capo delle rane che si dice pronto a pagare di persona non è davvero cosa da poco abituati come siamo all'inossidabilità e alla inperturbabilità del complesso stagnante. Vi era mai capitato di ascoltare un nostro politico affermare “non sono stato capace di risolvere quindi me ne vado”? Forse eravate più abituati (sarebbe stato più opportuno aggiungere l'aggettivo “forzosamente” davanti ad abituati) a rane gracidanti indicanti tutte le colpe ad altri e nessuna in proprio, pronte a reclamare e riprendersi il proprio posto ben al sole sulla foglia situata al centro della scena? ma dov'era finita quella figura di condottiero romano (mi sembra si chiamasse Cincinnato)che dopo la vittoria se ne ritornò all'aratro? E lui aveva vinto! Tutte leggende eh?

Personalmente non ho avuto mai simpatia per i super-eroi invincibili dotati di poteri inimmaginabili (anche il grande Lucio la pensava come me!) e ne ho sempre diffidato, non ho mai avuto simpatia per l'eroe del west che riesce ad uccidere tutti i nemici e lui al massimo zipp… una ferita al braccio, ma ora i nemici sono davvero tanti e la maggior parte di noi si trova in stato di assedio e i viveri come l'acqua cominciano a scarseggiare, quindi sono disponibile all'attesa, ma con il bastone ben saldo in mano nascosto opportunamente dietro alla schiena. Una sola nota, al di fuori delle metafore, talvolta superate dalla realtà, una nota che, in un certo senso, mi da sicurezza e, forse, un filo di speranza, ma confesso di essere troppo spesso preso da accettazioni di realtà non da tutti condivise: una delle rane, pardon, uno dei nostri Parlamentari più attenti ed incisivi, da tempo (mi stava per scappare troppo che non me lo avrebbero lasciato passare) presente al centro del potere decisionale politico ed economico del nostro sistema. On. Renato Brunetta, ha affermato che quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio (Renzi) è solo proclama di intenti e manca del tutto di indicazioni attuative e questo è vero; proseguendo nella sua dichiarazione ha affermato che lo stesso Draghi (Banca Centrale Europea) avrebbe di già “stoppato” il Renzi per l'impossibilità di raggiungere la copertura finanziaria necessaria.

Ora io so poche cose, e anche quelle che reputo di “sapere” avrebbero necessità di revisione, ma riguardo il signor Draghi, tecnico di levatura mondiale, ho letto molto, compreso commenti di avversa parte e sono certo che di lui tutto si possa dire (nel bene e nel male come lo è di tutti) all'infuori di essere capace di decisioni affrettate: non condivise, completamente sbagliate, inesistenti, perfino balorde, ma affrettate no, questo no di certo. Ora, pensare che il Draghi abbia potuto prendere posizione circa “un proclama di intenti in assenza di indicazioni attuative” mi appare come improbabile se non impossibile. Considero questa una piccola certezza che, dopo considerazione, mi fa ben sperare. A volte si è disposti ad accontentarsi di poco. Davvero poco.

(Mauro Magnani)