Castel San Pietro (Bo). Graziano Prantoni, dopo la sconfitta con tanto di schiaffoni ricevuti dopo le primarie Pd dall'avversario Faausto Tinti, dal sindaco Sara Brunori e dal segretario del partitone di viale Zappi Marco Raccagna, ha deciso di non correre con una lista civica di centrosinistra alle elezioni amministrative del 25 maggio. Una scelta sofferta, ma presa da Prantoni dopo una riflessione attenta insieme con i tanti sostenitori (anche eccellenti come il presidente di Legacoop Sergio Prati e il direttore di Confesercenti Enzo Scardovi, ndr) che gli hanno espresso la loro stima.

Del resto, l'assessore provinciale alle Attività produttive è sempre stato un uomo fortemente legato al suo partito che rimane il Pd nonostante a livello locale qualcuno gli abbia messo i bastoni fra le gambe. Se avesse fatto una lista, avrebbe dovuto uscire dal partito nel quale è cresciuto politicamente e al quale ha dato tanto. Una scelta troppo sofferta. Ora gli sconfitti delle primarie sotto il Cassero si aspettano che il Pd li faccia davvero sentire a casa loro e di venire in qualche modo rappresentati nella lista per il consiglio comunale. A tal punto, visto che probabilmente anche Marco Parenti dell'Udc non correrà, ad opporsi a Fausto Tinti resta soprattutto il Movimento 5 stelle che il 15 marzo presenta il suo giovane candidato a sindaco Andrea Chiavaro coadiuvato da una lista interessante con Roberto Branchini, Katiuscia Brini, Maurizio Ghini, Sauro Grillini, Pietro Latronico, Matteo Nanni, Marco Pappalardo, Jolanda Petrillo, Stefano Samorì, Eros Strada, Fabio Strollo, Katia Turrini e Marina Zini. Un gruppo che potrebbe raccogliere parte dei voti degli scontenti della gestione del Comune negli ultimi anni, insomma di coloro che hanno votato per Prantoni alle primarie del Pd.

(Massimo Mongardi)