Imola. E' necessario indire un referendum consultivo per capire se i cittadini vogliono o meno aderire alla Città metropolitana di Bologna ancora insabbiata in Parlamento. A chiederlo ad alta voce è il consigliere comunale del Nuovo centrodestra Alessandro Mirri che spiega. “Abbiamo più volte scritto ed affermato che la scelta di aderire alla Città Metropolitana non può essere l’esito di un diktat legislativo che ha il solo scopo di umiliare la rappresentatività popolare e la presenza del necessario controllo delle opposizioni. Non è ammissibile che non si tenga nella dovuta considerazione  il pensiero dei cittadini ai quali va chiaramente dimostrato, dati alla mano e non chiacchiere, quali sono i reali benefici che dovrebbero imporre una scelta senza ritorno come l’adesione alla Città metropolitana. Aspettiamo ancora dopo ripetute richieste che il sindaco Daniele Manca spieghi ai cittadini il perché è bene per Imola aderire al progetto bolognese”.

“Avremmo gradito che anche le associazioni di categoria, la cooperazione ed il modo imprenditoriale (leggasi Tavolo delle Imprese) – continua impetuoso Mirri – avessero il coraggio di esprimersi liberamente senza alcun condizionamento imposto dalla realtà imolese di fatto ingessata dentro una rete di potere dalla quale chi prova ad uscire rischia di essere demolito. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa comporta aderire alla Città Metropolitana ed hanno il sacrosanto diritto di potersi esprimere magari attraverso un referendum consultivo da tenersi prima che i giochi siano fatti. Discuteremo in consiglio comunale possibilmente già il 19 marzo alcuni ordini del giorno orientati a che sia proprio il sindaco ad indire un referendum consultivo sulla base di precise informazioni. Se il Consiglio voterà contro, ipotesi tutt’altro che improbabile, si aprirà l’altra strada ancora non accantonata di formazione di un comitato referendario che si concluda con l’indizione del referendum negato”.