Imola. Se ancora i consiglieri comunali che in questi ultimi mesi si sono alternati occupandosi della spinosa questione dell'abbattimento degli alberi inerenti il verde pubblico nella città di Imola non fossero ancora al corrente sulla destinazione del legname prodotto ora dubbi non ve ne dovrebbero più essere, nonostante la difficoltà di accesso agli atti e la possibilità di visionare i documenti che certificano le modalità di abbattimento.

Fino ad ora si sapeva per certo che la Cims e Beni Comuni erano i soggetti scelti e che il legname raccolto fosse destinato alla discarica, ma incredibilmente ora, ed in modo totalmente visibile ai cittadini, si viene a sapere che questo servizio viene gestito da ditte private che si occupano di produzione di pellet e derivati.

La prova? Il cartello, che chiunque può leggere, posto in prossimità dell'accesso all'area sgambatura cani del Lungofiume. Chiunque si trovi a passare in quel luogo troverà un cimitero di tronchi, alberi spezzati e sezionati brutalmente che di primo acchito non sono ne secchi, ne tanto meno malati!

Quanto appare in via Tiro a Segno lascia, chi si fermi ad osservare, letteralmente sgomenti: alberi bellissimi con la sezione del tronco totalmente sana inseriti in un paesaggio che fa la storia del lungofiume.

A questo punto è ora veramente di darci un taglio! I cittadini hanno diritto in modo trasparente di sapere perchè! Gran parte del verde pubblico che c'è stato lasciato dalle precedenti generazioni di amministratori deve finire per forza distrutto in modo irreversibile e finire la propria vita in una discarica oppure (e qui ancora più grave) diventare pellet per diventare buisness, con materie prime derivanti dal verde pubblico!

E' un fatto gravissimo e sconcertante, vanno fermati. Chiediamo all'assessore Tronconi di fare chiarezza oppure di fare la cosa più decorosa: dimettersi.

(Francesco Grandi, Aris Alpi, Alessandro Fedrigo)