Dalle lontane rimembranze scolastiche, ricordo di un teorema che riusciva a dimostrare il contatto tra due rette parallele se portate all'infinito: non sono un matematico e ho sempre conservato i miei dubbi, ben nascosti, anche perchè se, quando disegnavo due rette parallele sul foglio del compito non risultavano perfettamente parallele, l'insegnante mi additava alla classe come risolutore del problema sollevando lazzi e risate. Bei giorni! Resto, come ho affermato prima, ben convinto che due strade costruite con sistematicità sempre perfettamente distanti tra di loro non finiranno mai per toccarsi e il concetto di infinito è troppo complesso per la mia piccola capacità di ragionamento. Così, sono purtroppo perfettamente convinto che due linee come quelle che, per gioco, identifico con i nomi di “Daccò” e “Cirulli” non finiranno mai per incontrarsi proprio perchè perfettamente parallele, equidistanti, perfette nella loro diversità: due mondi che unicamente per dato anagrafico risiedono sulla stessa terra ma che non hanno mai avuto, non hanno e non avranno mai alcun punto in comune.

Vi ricordate dell'Expo in programmazione in quel di Milano? Rammentate le assicurazioni circa l'assoluta impermeabilità nella programmazione e nella costruzione del tutto al malaffare & c.? Ricordate tutti i personaggi che si sono impegnati in difesa dell'impermeabilità del sistema ai soliti giochetti di spartizione, delle cose tra amici, dell'intesa perfetta per pochi? E ci avete perfino creduto? Ovviamente, allo stato attuale, la magistratura sta indagando, quindi, come prevede la legge, fino alla condanna definitiva tutti sono innocenti, ma il sistematico ripetersi della stessa storia, della medesima situazione, dello speculare spettacolo di corruzione, di intesa, di affari tra pochi, rende problematico il persistere del dubbio. Ecco spuntare i soliti nomi, qualche volte sostituiti dalle figlie (perchè voi forse non vi prendete cura della vostra prole?), da ex responsabili di strutture anti-malaffare che proprio dal malaffare hanno appreso il come-si-fa, commercialisti che commerciano solo in  proprio, da vestiti blu o grigi impeccabili solo dal di fuori, perchè dentro…

Si potrebbe rifare lo stupendo film modificando unicamente un pochetto il titolo, tipo “I soliti noti” e sarebbe un successo. Tutte povere persone che potete incontrare agli angoli delle strade o sui sagrati delle chiese mentre tendono la mano supplicandovi per qualche moneta, uomini e donne affamati e prostrati da una vita ingrata dove la miseria si taglia a fette ma non si mangia  (come si dice dalle nostre parti), persone bisognose che hanno dovuto arrangiarsi un po' per sbarcare il lunario, ammalati incurabili di una malattia molto grave che gli specialisti additano come ingordigia, avidità, smania di possesso. I sintomi sono molto gravi e precisi: truffa, falsi, turbative d'asta, contratti spacchettati, ecc. ecc. Incurabili, cronici, saldamenti sistemati sulla loro retta (si fa per dire) con un fine che tende all'infinito, là dove solo pochi ed eletti possono aspirare.

Suppongo, al contrario, che voi non conosciate Cirulli. I soliti disinformati! Cirulli Gabriele è un ragazzo che vive a Gorizia e fresco di diploma informatico, una bella sera, si è sistemato davanti al computer e ha sviluppato un giochetto molto semplice che consiste nell'individuare alcuni numeri ordinati in modo tale da raggiungere la cifra di 2048 su di un diagramma composto da sedici caselle. 2048 perchè proprio così il gioco informatico si chiama. Basato su di una storia medioevale che narra dell'ennesima sfida tra il saggio ed il potente: per ricompensa meritata il saggio rifiutò denaro e propose il pagamento in tanto riso quanto ne risultava da un computo molto semplice, in quanto era sufficiente apporre sulla prima casella della scacchiera un chicco, due sulla seconda, quattro sulla terza e così via, fino alla sessantaquattresima. Il potente sorrise, convinto di cavarsela con poco, ma ben presto dovette arrendersi in quanto tutto il riso dei suoi immensi possedimenti non sarebbe stato sufficiente a pagare il saggio.

Cirulli si è fermato un po' prima, all'undicesima potenze del due: 2048 per l'appunto. Messo in rete da 12 giorni, 7 milioni di giocatori l'hanno giocato, 75 milioni di partite e una media di 50.000 persone presenti sul suo sito. Se, e dico se, avesse preteso un prezzo minimo di 5 centesimi a partita, avrebbe incassato circa 3.750.000 euro. Perchè il condizionale? Perchè ha dichiarato che l'idea non è del tutto sua, si avvale di sviluppi precedenti simili e poi, afferma, mi piace sentirmi a posto con la coscienza. Caro ragazzo questo Gabriele, forse perchè alloggiato ai confini della nostra Italia non è ancora stato preso dalla frenesia milanese (ma non solo) del denaro, del ricco subito e molto, del “me ne frego degli altri”, oppure, molto più semplicemente, sta ben fermo sulla retta opposta, quella che non contatterà mai, se non per telefono e con testimoni presenti, la sua gemella parallela.
Qualche giorno fa, nella splendida sala di Palazzo Sersanti, la Compagnia degli Accesi ci ha intrattenuto con un accostamento Dante/Wagner da mozzafiato, estrapolando dal capolavoro in tre cantiche alcuni significativi brani additando all'attenzione dei presenti ora il senso di colpa, ora il profondo pentimento e la gioia della redenzione. Preso com'ero dal narrare e dal gioco delle parole e della musica mi sono perso nel senso della dizione, ma i ben informati assicurano che il gruppo di affaristi milanesi fosse citato nella prima parte del racconto, mentre proprio prima del famosissimo “amor che muove il sole e l'altre stelle” si sia udito il nome di Cirulli. Peccato che la giustizia Divina sia tanto diversa da quella terrena. Un vero peccato!

(Mauro Magnani)