Imola. Nessun albero abbattuto, ma solo parti di piante recuperati a riva dall'alveo del fiume Santerno. BeniCouni interviene dopo che alcuni canoisti avevano segnalato la presenza di “arbusti mozzati di netto”. “I due alberi erano caduti pericolosamente all’interno del fiume, a seguito della piena del 10 e 11 febbraio, che ne aveva completamente divelta la base – afferma BeniComuni -. L’intervento dei volontari del Soccorso subacqueo di Protezione civile comunale si era reso necessario per evitare che gli alberi finissero per ostruire il regolare deflusso delle acque, anche in vista del rischio di successive piene. A questo prezioso intervento, fra l’altro, è stato dato il giusto risalto anche da parte degli organi di informazione locale. Durante i successivi fine settimana, questi due alberi che erano stati recuperati a riva, sono poi stati tagliati in pezzi dai medesimi volontari, al fine di poter trasportare la legna, non appena la ditta BeniComuni ne avesse disposto la rimozione”.

Beni Comuni ricorda inoltre che “i 30 alberi eliminati nel tratto del lungofiume, fra il Santerno e l’autodromo, sono stati abbattuti nell’agosto scorso da BeniComuni, vista la loro pericolosità. Da allora, non è stato abbattuto nessun altro albero, nell’area del lungofiume. Fra l’altro, le analisi che testimoniavano il gravissimo stato di salute, che rendeva indispensabile l’abbattimento di quei 30 alberi, sono state mostrate da BeniComuni anche ai consiglieri comunali che ne avevano fatto richiesta, proprio per capire se l’abbattimento fosse necessario. Questi dati sono a disposizione di chiunque voglia verificare la giustezza dell’operato di BeniComuni”.