Sorbara (Mo).Nel 2011 a Sorbara, frazione del Comune modenese di Bomporto, arrivò Egidio Coppola, camorrista legato alla Nuova Famiglia e al Clan Bardellino. Chiese di scontare lì, in un piccolissimo centro con meno di 5mila abitanti, il confino al quale era sottoposto dopo aver scontato la sua pena. Non un caso. “Nel nostro territorio ha ormai messo radici la criminalità organizzata”, dice il sindaco di Bomporto, Alberto Borghi, ricordando come proprio nel modenese sia stata rilevata una concentrazione importante di affiliati o sospetti affiliati ai clan camorristici.

Quando si diffuse la notizia dell’arrivo di Coppola, nel 2011, le istituzioni reagirono e diedero vita a una manifestazione di protesta per dire ‘no’ alle infiltrazioni mafiose. Sabato 29 marzo, tre anni dopo l’arrivo del camorrista (oggi di nuovo in carcere, condannato a 7 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso) e la contro manifestazione che segnò la presa di coscienza pubblica delle istituzioni, a Sorbara sarà inaugurata la Casa della legalità.

Si tratta di un edificio pubblico di 250 metri quadri realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Bomporto e la Regione Emilia-Romagna, all’interno dell’attività di prevenzione delle infiltrazioni mafiose e di diffusione della cultura della legalità che l’amministrazione di viale Aldo Moro sta promuovendo e finanziando. A cosa servirà la Casa della legalità? Abbiamo intervistato il sindaco di Bomporto Alberto Borghi. “Si faranno incontro per ragazzi, per gli imprenditori, per i cittadini. Da lì faremo capire cosa significa cultura della legalità, e lo faremo anche con la collaborazione di Libera e del Gruppo Abele”.
“La Regione sostiene tutte le iniziative che servono a rafforzare la corazza istituzionale della nostra comunità”, spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore alle Politiche per la sicurezza della Regione che sabato inaugurerà la struttura insieme a Borghi e a Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia. “Questa casa sarà un luogo di incontro e promozione della legalità – sottolinea Saliera, ricordando che la Regione ha contribuito alla realizzazione dell”opera con un finanziamento di 127.000 euro sui 240.000 totali- ed è anche il simbolo della volontà della terra modenese di rialzarsi sempre dopo le difficoltà: come è stato sia dopo il terremoto del 2012 sia dopo l’alluvione di fine gennaio”.

Per Borghi “Bomporto e il suo territorio è indicato dai pentiti come succursale dei Casalesi“, mentre “con questo progetto vogliamo trasformarlo in sede della legalità“. Con la legge regionale numero 3 del 2011 “questa Regione, consapevole della presenza delle organizzazioni malavitose sul proprio territorio, ha avviato una serie di progetti che permetteranno di diffondere il valore della legalità in tutta la società”, spiega ancora Borghi e conclude: “Bomporto vuole essere promotore di tutto questo attraverso lo strumento della Casa della Legalità”.