Non ho ancora partecipato a nessuna iniziativa elettorale, un po' perchè non intendo dare un immagine del “Tondo” coinvolta su una o altra lista, e poi perchè avrei tante di quelle cose da dire che ritengo sia meglio non farsi coinvolgere. Altrimenti si rischia di propendere, per sbilanciarsi, e dunque essere aggregato a questo o a quello, e a dire la verità non è che sono entusiasta se dovesse succedere.

Dieci liste sono tante? Perche? Io non credo che per i problemi che stiamo vivendo occorra dividerci in dieci liste, le cose complicate  si rischia di non capirle mentre oggi i Lughesi chiedono chiarezza, coerenza, rispetto, trasparenza.

Queste cose si possono dire certamente anche in dieci modi diversi, ma sono questi gli elementi da portare in campo, non per fare politiche astratte ma “per fare”.

Lugo è ferma, nessun alito innovativo, calma piatta; il merito è di chi in questi anni spesso ha usato più il no che il si, spesso ha inconsciamente avallata calma piatta proprio per evitare di sforzare il cervello. Le novità impegnano ed è fatica impegnarsi, meglio governare col freno a mano , lasciando che il tram tram quotidiano impoverisca la città, i cittadini, metta in dubbio il futuro. E' un merito, non c'è dubbio; saranno i cittadini a valutarne le conseguenze.

Ora si cambia, certo non è facile. Lo si può dire, lo si può fare, lo si può praticare con fatti concreti, tutti coloro che si sono presentati lo stanno proponendo. Cambiare è diventata una parola magica, ma attenzione, si può cambiare in tanti modi, quasi certamente per Lugo in dieci modi diversi.

Quale sarà il modo migliore? Io starei molto attento al modo in cui si dice “occorre cambiare”; servono modestia, tanta modestia, niente ricette in tasca ma ascolto e attenzione e lavoro di squadra,  mettendo in campo la coesione e la solidarietà. Un uomo solo non può vincere la sfida del futuro, occorre che ognuno faccia la propria parte.

Ecco perchè starei attento a chi in questi anni ha rincorso il potere. Da segretario Cgil a componente confindustria quante giacche per un uomo che appare solo al comando, che pensa di essere capace di proporre una buona politica per Lugo. Mi si dice che ha folle di  lughesi ai suoi incontri; vecchi metodi, per robe vecchie che hanno fatto il loro tempo.

Il nuovo a me pare non stia da quelle parti, il nuovo sta con la gioventù, il futuro è loro e allora diamo loro una mano, ragioniamo sulle cose da fare, sui bisogni veri che ogni giorno rincorriamo, e senza drammi costruiamo il futuro di questa città che ha bisogno di risposte giovani e di obiettivi realizzabili.

 

Io non lo so come andrà a finire, senz'altro dovremo fare  un secondo giro, se mi è permesso un appello voglio lanciarlo: sinistra dove sei? Batti un colpo e se occorre  ritrova la tua identità, fatta di modestia, di solidarietà,  di coesione e ritorna ad essere un punto di riferimento preciso per tanti di noi. Lugo ne ha bisogno, i suoi cittadini pure.

 

 

(Gian Battista Morganti, presidente del Centro sociale “Il Tondo”)