Imola. La “Brigata Ebraica”: forse pochi sanno che nel composito esercito alleato angloamericano che ha combattuto lungo la Linea Gotica per la Liberazione dell’Italia c’è stata in linea anche una “Brigata Ebraica”, composta da volontari ebrei che da Israele si arruolarono per combattere il nazifascismo. Proprio così, gli Ebrei non solo pagarono il più alto prezzo di sangue e caduti al nazismo, ma si impegnarono direttamente e concretamente, senza paura, nella guerra al terrore hitleriano. E proprio nelle nostre zone, a Brisighella, per la prima volta, come è stato documentato da ricerche di Romano Rossi, fu innalzato il vessillo destinato a diventare la bandiera dello Stato di Israele.

Ebbero un durissimo scontro a fuoco con i nazisti proprio nello sfondamento del fronte a Riolo Terme, a fianco del “Gruppo di Combattimento Friuli”, che costituiva reparto combattente del rinato Esercito Italiano, impegnato poi fino a Bologna. Gli Ebrei, invece, combatterono anche in altre parti del fronte della Linea Gotica, in Romagna, nel Ravennate e nel Faentino, e giunsero fino ad Imola, sulle prime colline alle “acque minerali” e fino al fiume Santerno, poi furono impiegati in opere di sminamento, di logistica, di costruzione di ponti, di supporto ai pochi ebrei sopravvissuti allo sterminio.

Parecchi dei loro caduti riposano nei cimiteri di guerra della Romagna.

Per tutti questi motivi lunedì 7 aprile ad Imola (zona autodromo) alle ore 10,30 vi sarà lo scoprimento di una lapide in onore appunto della “Brigata Ebraica”, perché anch’essa, insieme ai partigiani, agli Alleati ed ai Polacchi, concorse in maniera significativa alla liberazione della città di Imola e del suo territorio: l’iniziativa è stata caldeggiata ed appoggiata dall’Associazione Nazionale Reduci della Friuli (presieduta da Romano Rossi) e dall’ANPI di Imola (presidente on. Bruno Solaroli).

Ci sarà la presenza della Unione delle Comunità Ebraiche, dell’Addetto Militare dell’Ambasciata di Israele in Italia, di autorità civili e militari.

Con questo riconoscimento si mette un ulteriore tassello al ricordo della memoria di chi combatté per la nostra libertà e contro il nazifascismo.

 

(Marco Pelliconi)