In Emilia-Romagna le cose si fanno, non le si annunciano solo in occasione di convegni e “feste comandate”. Per questo, seppur tra tante difficoltà, uno dei principali obiettivi della legge regionale antimafia è quello di recuperare i beni sequestrati alla mafia e dati in consegna ai Comuni. Impedire cioè, che le difficoltà di bilancio dei Comuni e le questioni burocratiche, facciano sì che un bene resti incustodito, o, peggio, venga venduto e acquistato magari dagli antichi proprietari sotto mentite spoglie.

Nel 2014 la Regione contribuirà a recuperare 2 beni: uno a Pianoro, in provincia di Bologna dove verrà realizzato un parco pubblico, l'altro in provincia di Forlì dove nascerà un centro scolastico. Si tratta di due nuovi beni recuperati che vanno a sommarsi agli 8 beni già oggetto di interventi della Regione e che ora sono già pienamente restituiti a funzioni pubbliche: un'abitazione a casa rifugio per donne vittime di violenza alla copertura di esigenze abitative o all'uso di un immobile come sede di un parco regionale, Villa Berceto in Provincia di Parma dove si sono realizzati un centro sociale, una biblioteca pubblica e una piscina comunale.

Ecco quindi quello che noi pensiamo si possa fare per lottare contro la mafia: più stato sociale, quindi più reti protettive, più diritti, più rispetto per l'ambiente, più democrazia partecipata, maggiore conoscenza del fenomeno e della violenza. Concludendo proprio su questa base. È il momento di dimostrare tutta la nostra avversità al fenomeno criminoso rafforzando la nostra difesa, non come slogan, ma nella realtà. Combattiamo affinché non si permetta che concetti come violenza e distruzione passino accanto, ignorati, al sentiero della nostra vita.

(Simonetta Saliera)