Imola. Stefano Domenicali, 48 anni e imolese doc, ha dato le dimissioni da team principal della Ferrari dopo un inizio di stagione caratterizzato da prestazioni negative del Cavallino rampante. La notizia è stata data da Ezio Zermiani durante la presentazione della quattro giorni in ricordo di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger all'autodromo “Enzo e Dino Ferrari” dal 1° al 4 maggio nel ventesimo anniversario della loro morte. “E' stata una scelta difficile e sofferta – ha dichiarato Domenicali – ma da capo mi assumo le mie responsabilità sperando che la Ferrari torni dove merita”.

Dopo essersi laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna, Domenicali è stato assunto in Ferrari nel 1991, dapprima nel comparto amministrativo dell'azienda, dove si è occupato dei rapporti interni con Fiat. Passato alla Squadra Corse, come primo incarico ha seguito lo sviluppo del circuito del Mugello. Nel 1995 è divenuto capo del personale della Gestione Sportiva, gestendo anche le sponsorizzazioni; alla fine del 1996 è divenuto Team Manager.

Dopo un breve periodo in cui ha ricoperto la carica di capo della Logistica, dal 2002 fino al 2007 è stato Direttore Sportivo, seguendo ogni gara e curando i rapporti tra la squadra e le autorità sportive. Il 12 novembre 2007 è stato ufficializzato il suo nuovo incarico: dal 1º gennaio 2008 Stefano Domenicali ricopre il ruolo di Direttore della Gestione Sportiva, andando a sostituire Jean Todt.

Con la gestione Domenicali, la Ferrari ottiene nel 2008: 1º posto nel mondiale costruttori, Massa 2º posto e Räikkönen 3º posto; nel 2009: 4º posto nel mondiale costruttori, Räikkönen 6º posto e Massa 11º posto; nel 2010: 3º posto nel mondiale costruttori, Alonso 2º posto e Massa 6º posto; nel 2011: 3º posto nel mondiale costruttori, Alonso 4º posto e Massa 6º posto; nel 2012: 2º posto nel mondiale costruttori, Alonso 2º posto e Massa 7º posto; nel 2013: 3º posto nel mondiale costruttori,con Alonso 2º posto e Massa 8º posto.

Permettete al cronista, visto che io e Stefano siamo stati compagni di banco dalla prima elementare alla quinta liceo scientifico “Valeriani”, di vederlo anche da un punto di vista personale. Di famiglia cattolica, Stefano ha frequentato fin da piccolo con me e molti altri ragazzi il convento dei frati Cappuccini dando i primi calci al pallone con il grande (si notava già) Giancarlo Marocchi poi nella Juventus e nel Bologna. Ha giocato nei giovanili dell'Imolese, poi con ottimo profitto nelle maggiori squadre di basket della città: Virtus e Andrea Costa. E' inoltre un ottimo sciatore e ama la montagna. Parrocchia, suonava la chitarra, e sport sono stati i suoi interessi giovanili insieme alla Formula Uno tanto da trascinare me e altri compagni di classe nelle notti precedenti il Gran Premio sulle zolle della curva Tosa per vedere “staccare” campioni del calibro di Villeneuve, Pironi, Piquet, Lauda e altri. Una grande passione che poi ha realizzato sul lavoro comportandosi sempre da professionista serio e di poche parole, unico o quasi nel “grande circo”. Lo stesso modo nel quale ha lasciato da capo della Ferrari, assumendosi tutte le colpe. Ora lo aspetta un futuro sempre all'insegna della serietà.

(Massimo Mongardi)