Massa Lombarda (Ra).Nella campagna elettorale di Massa Lombarda sono molto presenti le storie antiche, anzi le revisioni storiche del passato.

Ha cominciato il candidato sindaco della Lista Civica che, sfidando il ridicolo, ha ridisegnato una sua ferma opposizione ante litteram ai provvedimenti duramente contestati dal “giornale di massa” (il vero maestro di quell’organizzazione).

Peccato che i documenti ufficiali lo smentiscano clamorosamente, ma tant’è, quando c’è da far cagnara tutto fa brodo.

Ora spunta un altro caso davvero illuminante che vede come protagonista Mauro Remondini (già segretario del Pci, assessore e vicesindaco).

In una lettera al “giornale di massa” dice che non voterà per Daniele Bassi e giustifica la sua scelta con una vicenda personale.

E’ autore di un poderoso volume dedicato alla storia di Massa Lombarda e  nel 1998 chiese (ed ottenne) il sostegno economico dell’amministrazione (guida da Daniele Bassi) per la pubblicazione del libro. 

E allora, qualcuno si domanderà, dov’è la storia?

Arriva adesso. Remondini non perdona a Bassi di aver inserito nella delibera che gli garantiva il finanziamento una frase che suona così “l’atteggiamento del professor Remondini non giustifica l’intervento…ma si decide ugualmente di concedere il contributo alle spese di stampa.”

Una giunta democratica, dunque: anche se il sindaco non è d’accordo si procede all’intervento.

Ma Remondini non dimentica e oggi ritiene di poter restituire il colpo con una lettera che il “giornale di massa” pubblica con grande risalto. Il perché è ovvio: se fa il tifo per la Lista Civica, “ogni nemico del mio nemico è il mio amico”

Ma c’è la sorpresa pasquale. Cosa scriveva quel foglio di Remondini storico? Nel settembre del 1998, sotto il titolo “E il Comune diventa l’editore dello “storico” Mauro Remondini” possiamo leggere questo ponderato giudizio: “A Massa Lombarda, con il pluriassessore prof. Mauro Remondini accade [una cosa curiosa]. Pur non avendo né titoli né competenze in materia, quando ancora faceva l’assessore, si fece totalmente finanziare la pubblicazione di una ricerca intitolata 1945-1980 Cronache di vita massese nei 35 anni del comune. Un testo per certi versi anche utile, ma indubbiamente da un punto di vista storiografico “dilettantesca”.

Ora sta per completarsi il secondo atto di una vicenda che sta diventando bizzarra e raccapricciante. Il prof. Remondini ha scritto un altro libro…e questa volta nelle vesti di privato cittadino è tornato a bussare alle casse del Comune ottenendo un contributo di sette milioni e mezzo.”

Risparmiamo ai lettori il resto dello scritto ma il senso è chiaro: perché buttar via soldi con un dilettante?

Ora fa comodo mettere tutto in un cassetto e dar fiato alle trombe per l’astensione di Remondini. Insomma, il dilettante di ieri è l’eroe di oggi.

E’ proprio vero che al fondo non c’è mai fine.

(m.z.)

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