Gentile Redazione,

peccato che l’opportunità offerta dal Messaggero Cappuccino ai cittadini che non hanno occasione di dialogare con chi li amministra, ossia col sindaco, non sia stata colta, perché nella sala del cinema di via Villa Clelia, martedì sera, 8 aprile, eravamo in quattro gatti: inutile far finta di niente, ovviamente balzava agli occhi!

Varrebbe la pena d’indagare sui motivi del mancato appuntamento: i cittadini imolesi sono indifferenti tout court al governo della città, oppure si tratta di disillusione o al contrario di piena soddisfazione? O forse essi non sono interessati al racconto del sindaco sull’amministrazione della res pubblica? Queste ipotesi non sono certo esaustive, però quello della partecipazione è un tema che a mio avviso si pone da tempo nella nostra realtà.

L’introduzione alla serata è avvenuta attraverso un riferimento forte: il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai sindaci di tutta Italia. Con un linguaggio semplice ma efficace egli va dritto al nocciolo della loro funzione, invitandoli ad essere mediatori e non intermediari nelle comunità che amministrano; la differenza è sostanziale: mediatori se ci si adopera per un benessere comune, intermediari invece se orientati verso una ricerca di convenienze.

Passando poi alle domande dei cittadini, gli argomenti hanno riguardato sanità, città metropolitana e circondario, forme di partecipazione alternative ai forum, gestione dell’autodromo, ampliamento della discarica e tasse.
Avendo seguito gli interventi del sindaco, non ho potuto fare  a meno di constatare che i contenuti, condivisibili o meno, sono stati veicolati da un linguaggio impastato su schemi già noti e inflazionati, inoltre ho rilevato che talvolta l’espressione mirava soprattutto alla ricerca di strategie furbe a sostegno di tesi che, per risultare convincenti, avrebbero avuto bisogno di meno retorica e di maggior pertinenza all’argomento in questione. Potrebbe quindi essere stata l’idea di questa prevedibilità di stile, l’elemento che ha tenuto lontana la gente dalla platea?

A conclusione della serata ci sono state considerazioni da parte del primo cittadino che mi hanno letteralmente sbalordita: ritenere intollerabile e irregolare il rumore dovuto alla gestione dell’autodromo e del chiosco del  Parco Tozzoni sarebbe un'esagerazione; nel primo caso chi protesta non pensa al bene dell’economia locale e agli interessi della comunità; nel secondo contesto, meno noto ai più, si tratterebbe invece dell’egoismo di abitanti che non hanno a cuore la difesa di punti di aggregazione per i giovani, che mai verranno abbandonati nella solitudine (sic!) da questa Amministrazione.

Strana la vita! Avrei voluto chiedere a che punto sono i lavori della Giunta per “il processo laico” di beatificazione e di santificazione degli Imolesi (ovviamente dipende dalla loro distanza dalle sorgenti di frastuono) che tanto rumoroso tormento devono subire, invece ho scoperto che il rumore (seppur assordante, reiterato e poco regolamentato aggiungo io) è un elemento indiscutibile e assai importante della nostra economia nonché una cifra della cultura e dell’aggregazione giovanile e che coloro che non sopportano questa forme di benessere vengono ritenuti degli individualisti, gente disfattista che pensa soltanto a se stessa.

(Mercede  Pezzoni)