Imola. Residenti di via Meluzza sul piede di guerra. Stanchi delle solite promesse e delle mancate risposte hanno deciso di autotutelarsi. “Ad oggi quindi rendo pubblico che noi, abitanti delle case più colpite dal campo elettromagnetico, abbiamo incaricato un avvocato per notificare un atto di diffida alla Telecom  affinché si astenga dalla costruzione della stazione Radiobase preannunciando il ricorso all'autorità giudiziaria in via d'urgenza al fine di inibire la suddetta opera. Infatti la  prospettata installazione di tale antenna costituisce un'illegittima lesione del diritto di proprietà  di noi  confinanti sotto il profilo del deprezzamento di valore degli immobili  resi meno appetibili dal pericolo anche solo potenziale per la salute  e sul lungo periodo per l'incolumità di chi vi abita”, scrive Mara Carmonini a nome dei residenti.

Ma non basta, infatti viene chiamata in ballo anche l'Amministrazione comunale: “Inoltre, visto che i nostri immobili, esposti  in modo persistente alle onde elettromagnetiche subiscono una svalutazione nel mercato immobiliare, siamo a richiedere che anche l'Amministrazione comunale metta in conto il  risarcimento del danno da noi subito, effettuando una detassazione completa delle imposte sulle nostre case”.

Ma cos'è che ha fatto arrabbiare questi residenti? “Sono trascorsi due mesi dall'incontro con l'assessore Davide Tronconi: abbiamo ripetutamente chiesto di fermare l'installazione dell'antenna  evidenziando come la relativa autorizzazione sia stata data in modo frettoloso e superficiale, senza effettuare ulteriori valutazioni di compatibilità edilizia e urbanistica, senza tener conto dei calcoli di previsione molto preoccupanti effettuati dall'Arpa (superiori al  50 % del limite massimo). Abbiamo ripetutamente chiesto all'Amministrazione di prendere una posizione più cautelativa (adottata da molti altri Comuni) con un Regolamento che dimezzi il limite massimo di attenzione consentito dalla legge, in conformità al principio di precauzione che l'Organizzazione mondiale della sanità ha consigliato di applicare nei confronti di un rischio potenzialmente grave, in attesa dei risultati degli studi e delle ricerche in corso… Ad oggi  abbiamo avuto come risposta solo la promessa di una centralina di controllo per tre mesi, senza nessuna presa di posizione, senza  nessun percorso alternativo per garantire la tutela della nostra salute con misure preventive più restrittive: Nessuno, Polab compresa (società pagata dall'Amministrazione per redigere il 'Piano Antenne'), si è preso  la responsabilità di  andare a riverificare e riconsiderare la gravità delle affermazioni fatte dall'Arpa in merito ai calcoli di previsione fatti su questo impianto! E' inaccettabile che non si tenga in considerazione la rilevante pericolosità di tale inquinamento elettromagnetico e che si debba poi essere continuamente irradiati contro la propria volontà e a discapito della salute”.