Dalla fine del millennio passato ad oggi, su circa 900 miliardi di euro di imposte evase, siamo riusciti a recuperare SOLO 60 miliardi di euro. Se il recupero fosse stato completo, oggi il debito pubblico italiano sarebbe di circa 1400 miliardi di euro, importo che ci piazzerebbe alla pari (rapporto debito/pil) degli altri partner europei che tanto ci controllano (e fanno bene!).

Non occorre certo essere un genio della politica finanziaria per comprendere che la prima, grande riforma da mettere in porto sarebbe proprio quella di mettere lo stato in condizione di riscuotere le imposte dovute, invece di fare le pulci a chi, disabile, necessità di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro o di stabilire se l'aumento di salari e pensioni dovuto per l'inflazione debba essere applicato o no a importi superiori a 2.500 euro lordi mensili.

I novelli nembo kid della politica farebbero meglio a riflettere su tutto ciò, prima di sbandierare riforme mega-galattiche e affermare che il problema dei problemi è quello dei giovani che non trovano lavoro: se riuscissimo ad acciuffare i ladri, forse qualche investimento in più riusciremmo anche a farlo e qualche giovane potrebbe trovare lavoro.