Imola. Case, case e ancora case. E' sempre più difficile contrastare l'azione del partito del mattone. L'ammettiamo, questa ce la siamo persa. Ma tra bandi, aste e vendite varie ora si scopre che dentro c'è finita l'area di via Giovanni X, davanti alla chiesa di San Pio. Un bel cartellone della Sogei annuncia il via alla prossima edificazione. Non importa se quella era un'area destinata a funzioni pubbliche, a memoria si parlava di una piazza con attorno uffici comunali e altre attività di servizio. Non importa se il sindaco avesse speso parole sulla crescita zero nei prossimi cinque anni. Niente di tutto questo. Case e ancora case.

Come non bastasse un Psc (piano strutturale comunale, ciò che ha sostituito il vecchio Piano regolatore) ad alta densità urbanistica, l'Amministrazione comunale continua imperterrita a cercare aree verdi da destinare a nuove abitazioni. E fa mucchio, ne propone quattro, cinque consapevole che su una può fare marcia indietro, via Kolbe insegna.
Pensavamo che la grave crisi in cui siamo immersi fosse almeno servita a rinsavire un po' i fautori del cemento, niente. Non c'è pace in questa città. E continuare su questa strada non fa nemmeno il gioco delle aziende edili, molte delle quali, appesantite da tanto invenduto, sono entrati in una crisi irreversibile.

E' stato il Movimento 5 stelle a sollevare il coperchio sottolineando come “la nuova  lottizzazione in 'Area A' (via Giovanni X ) precedentemente nel regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) era destinata a strutture pubbliche”, ora invece viene “trasformata in area per edilizia privata con una pesante volumetria costruttiva”.

La drammatica crisi dell'edilizia, migliaia di appartamenti invenduti non fermano la mano degli amministratori imolesi. “Si ricorda che l'area adiacente la Chiesa di San Pio doveva essere limitatamente edificata, anche perché l'edificio religioso realizzato è di valore e importanza architettonica a livello nazionale. Se questo ennesimo scempio edilizio verrà perpetrato, gli edifici che verranno costruiti saranno di 4 piani con una superficie di 4000 mq, fagocitando così l'opera architettonica appena realizzata. Quindi, non solo si distrugge un'area verde di ampio respiro per il quartiere, ma si sconvolge il suo utilizzo, togliendo luoghi destinati alla vita sociale e d'incontro per la cittadinanza. La nostra amministrazione probabilmente non si rende conto del momento storico ed economico che sta attraversando il nostro territorio, nello specifico il nostro assessore Tronconi pensa che le abitazioni che si realizzeranno saranno vendute 'bruciate' ignorando completamente il numero mostruoso di appartamenti invenduti e sfitti nel nostro comune, oltre l'innegabile impossibilità della popolazione al credito bancario fondamentale per acquistare una nuova casa”.

Altro fonte quello della comunicazione con i cittadini, Nessuno si è dimenticalo lo slogan del sindaco Daniele Manca in campagna elettorale: “Ci Siamo! Sulla strada dell'ascolto”. Che fine ha fatto? Subito dopo il voto l'ascolto si è azzerato, come è stata azzerata l'esperienza, pur fallimentare, dei Forum.
L'esempio lampante è la vicenda di via Kolbe – via Zara – via Montericco. Dopo il marcia indietro su via Kolbe, silenzio sul resto. A nulla sono valse le raccolte di firme per chiedere un'assemblea nella zona di via Zara, nemmeno una risposta, anche se per legge sarebbe dovuta. Si nascondono dietro al fatto che il Forum non esiste più, ma, a maggior ragione, dovrebbe essere l'Amministrazione comunale a convocare l'assemblea cittadina.

Ora ben si guardano di ricreare nuovi spazi di dialogo con i cittadini. Sarebbe una perdita di tempo e discutere è difficile e non si sa ma che qualcuno non sia d'accordo. Non c'è più nulla, si decide tra poche persone, si vota e si va avanti. Alla faccia di chi ha votato e dei cittadini che spesso subiscono scelte insensate, come questa.

(Valerio Zanotti