Imola. La giunta ha approvato il rendiconto di bilancio 2013, che sarà illustrato alla commissione consiliare il prossimo 18 aprile, poi in consiglio comunale a fine aprile. Con un debito sceso a 65 milioni di euro al 31/12/2013 e un patrimonio assestato a 359 milioni di euro, la giunta ritiene di avere completato il processo di riduzione dell’indebitamento avviato nel 2009, e oggi l’ammontare del patrimonio e quello del debito fanno sì che il Comune possa contare su un bilancio virtuoso, tanto che gli utili da dividendo delle società partecipate coprono per intero i costi dei mutui per il debito. Con questo risultato la giunta ha compiuto un’importante operazione politica, che consiste nell’evitare di scaricare sulle future generazioni il peso del debito accumulato negli anni.

Per quanto riguarda il conto economico, va sottolineato che il 2013 è stato un anno positivo  che grazie alla buona gestione delle risorse, con un attento controllo dei costi per i servizi, e alle condizioni climatiche favorevoli (senza grandi nevicate o particolari irrigidimenti delle temperature) ha consentito di produrre un avanzo di competenza di 427 mila euro. Tuttavia, a dimostrazione dell’esigenza di modificare il vigente patto di stabilità, il bilancio 2013 presenta oltre 3,7 milioni di euro di avanzo in conto capitale sul 2013 e ben 7,2 milioni di euro sempre di avanzo in conto capitale che si è accumulato negli anni. In pratica si tratta di quasi 11 milioni di euro che il Comune ha nelle proprie disponibilità e che potrebbe spendere per fare investimenti e quindi immetterli nel territorio e che invece non può fare, causa il patto di stabilità.

Proprio in una fase come questa, in cui è indispensabile rimettere in moto il Paese, auspichiamo che il governo intervenga rapidamente sul patto di stabilità per modificarlo, come più volte indicato dal presidente del Consiglio in modo particolare sull’edilizia scolastica e sulla cura e prevenzione del dissesto idrogeologico, e consentire ai Comuni virtuosi di effettuare gli investimenti che sono in grado di fare. Altrimenti il rischio è quello di accumulare risorse che negli anni precedenti sono state usate per estinguere il debito e che oggi rimangono invece inutilizzate.

La fase nuova che stiamo vivendo nel campo delle entrate, con le modifiche introdotte (Tasi, Tari, ecc.), al momento porta la giunta a considerare la necessità di un accantonamento dei 427 mila euro dell’avanzo di competenza, perché il gettito che deriva dalle entrate suddette è ancora tutto da verificare. Solo alla luce delle risorse introitate dalla prima rata di questi tributi la giunta potrà determinare con maggiore certezza una migliore messa a punto del quadro economico. La strada scelta è quella della prudenza e del rigore nella gestione dei conti, per consegnare al futuro la capacità di fare investimenti e la tenuta dei servizi.