Imola. Due persone arrestate per rapina aggravata e due denunciate per la rapina alla Cassa di Risparmio di Cesena in via Orsini nel febbraio scorso quando tre uomini, con il volto travisato da una calza, si fecero consegnare un bottino di 37mila euro e diedero un pugno a un dipendente prima di fuggire tutti insieme su uno scooter visto che la moto 125 che avevano con loro si rifiutò di partire. E' il risultato, non ancora completo, dell'indagine che la polizia di Stato e i carabinieri hanno portato avanti insieme incrociando dati e voci confidenziali con la collaborazione del dottor Ambrosino della Procura di Bologna.

Lo scooter fu ritrovato poche ore dopo la rapina, incustodito, in un parcheggio dalla polizia che in un primo momento pensò a un collegamento con la criminalità pugliese, ma poi capì ben presto che la banda era composta da un clan di catanesi e uno di tosco-romagnoli con addentellati nel territorio imolese. La rapina infatti fu un colpo da professionisti tanto che i tre entrarono da una porta riservata ai disabili con chiavi contraffatte. Le indagini a tutto campo nel Catanese e in altre zone hanno portato all'arresto in custodia cautelare in carcere di due dei tre presunti autori della rapina: si tratta di Francesco Indorato, 46 anni residente a Catania e di Massimo Remondini, 58 anni, residente a Camaiore e già sotto inchiesta per la sparizione di due donne in Toscana. Gli avvisi di garanzia sono per F.L., 31enne domiciliato a Medicina e per M.A., 47 anni, residente a Mordano che probabilmente si occuparono della logistica dell'operazione.

Polizia e carabinieri sono arrivati appena in tempo per fermare Indorato, il catanese che aveva capito di essere braccato e stava per espatriare a Johannesburg, una delle principali città del Sudafrica. “Il messaggio che vogliamo dare ai delinquenti – ha dichiarato il commissario Sergio Culiersi – è che a Imola polizia e carabinieri collaborano insieme e riescono a portare a termine positivamente operazioni difficili, dunque i criminali ne stiano lontani. Siamo quasi certi che il gruppo della rapina ne stesse programmando un'altra proprio a Imola”.

(m.m.)