Lo dicono tutti, e dunque sarà vero. I mali dell’Italia sono causati dai funzionari pubblici, che Dio li stramaledica. Messi lì solo per complicarci la vita. Mangiapane a tradimento, che in questo Paese non si può fare niente.

Quasi.

Tre milioni di ettari di terra fertile sepolti sotto il cemento, nella sola pianura padana. Il territorio stuprato. Fiumi senza vita, fiumi che esondano. Mari che si alzano. Pinete che agonizzano. L’acqua è inquinata. L’aria è avvelenata. La terra è malata.

Sotto terra non si sa cosa ci sia.

Outlet, centri commerciali, cianfrusaglie edilizie, e se ne fanno ancora. Poi mettiamo le telecamere nei centri storici. Periferie seviziate, “da rammendare” dice Renzo Piano. Ci vorrà molto filo. Politici corrotti, imprenditori corruttori. Amici, amici degli amici, complici. Mafia, camorra, ‘ndrangheta. Che poi ci vuole la certificazione antimafia. Evasori fiscali. Antieuropeisti, secessionisti. Aziende delocalizzate, lavoro poco, lavoro nero. I consumatori finali di minorenni.

Ospedali senza risorse, maestre con troppi bimbi. Maschi che uccidono le femmine. Siamo un grande Paese ma anche questa è l’Italia. Sa farsi del male da sola. La burocrazia è un problema.

Affrontarlo è un merito. Trasformarlo nella causa prima dei nostri guai, in una liberatoria pubblica dei vizi privati, è ingiusto e sbagliato.

I tornelli di Brunetta e i roghi di Calderoli dimostrano che non è con la colpevolizzazione e i riti espiatori che si assicura il funzionamento di questo snodo cruciale delle società moderne.

La Pubblica Amministrazione in Italia soffre dei problemi propri di ogni corpo burocratico, che Max Weber ci ha educato a conoscere, e di quelli indotti.

Le leggi, di bassa qualità, confuse, ignoranti le fanno i Parlamenti. In Italia se ne fanno dieci volte di più della Gran Bretagna. Per non parlare delle Regioni.

Quanti Enti fare, quante persone metterci, con quali criteri e principi di responsabilità lo ha deciso la politica. Oggi la struttura è invecchiata, demotivata, malpagata, socialmente screditata.

Infierire, farle pagare il peccato originale della sicurezza del lavoro bloccando, ancora, turn over, concorsi, percorsi professionali e contratti produrrà danni enormi. Ridurre gli stipendi ai livelli apicali va bene ma riformare è più che tagliare. Servono nuove norme che facilitino le decisioni: oggi se fai abusi, se non fai ometti, ed è penale. Servono nuove regole responsabilizzanti e premianti.

E un progetto che restituisca dignità e ruolo ai dipendenti pubblici, che rafforzi l’identificazione nella mission istituzionale.

“E’ inutile accusare la tecnocrazia per le azioni sbagliate dell’UE quando sono i Governi a fare e disfare l’Europa secondo le loro convenienze” ha scritto Barbara Spinelli. E’ bene non confondere le cause con gli effetti. Quando la società è sana e la politica è buona la Pubblica Amministrazione funziona. In 30 anni nessun funzionario mi ha impedito di governare.

Se avevo idee buone le ho portate avanti, se non l’ho fatto la colpa è mia.

Quando ci si avvia sulla strada del cambiamento il primo passo è il rispetto della verità.

 

(Guido Tampieri)