Caro direttore,
una delle cose perdute negli ultimi decenni è il concetto di “essenziale”, il cercare di risolvere i problemi in modo semplice puntando su funzionalità e risparmio.
Ricordo un operaio di Ponticelli che, 60 anni fa, veniva ogni mattina, a lavorare alla Cogne. Aveva una bicicletta motorizzata – in casa – con un motorino diesel da 28 cm3, non so dove l'avesse preso. La bici aveva il paravento e un tettuccio che proteggevano dalla pioggia e dal sole: certo non era un bell'oggetto, arrivava forse a 30 km all'ora però risolveva il problema con meno di due litri di nafta al mese e… nessuno rideva. Molti lodavano la sua inventiva.

In alcuni paesi, il concetto di “essenzialità” è rimasto e, dato un problema, si tende a risolverlo nel modo più semplice possibile anche uscendo dai nostri schemi convenzionali. Qui ho visto genitori portare uno o due bambini in bicicletta con uno o due seggiolini sulla bici perché i seggiolini sono convenzionali ma il rimorchietto non lo é. In caso di caduta, il genitore può cadere addosso ai bambini che, di certo, sarebbero più protetti se fossero messi in condizione di non cadere insieme a lui!
Per coprire brevi distanze senza bagnarsi per fare la spesa o portare un bimbo a scuola, esistono automobiline a pedali, alcune anche a pedalata assistita. È vero che vanno piano e non hanno certo l'imponenza di un Suv, ma assolvono al loro compito a costo quasi zero.

I paesi centro-nord europei ne fanno un grande uso mentre in Italia non se ne vede una anche perché siamo bravissimi a trovare cavilli legali: intralciano il traffico!, Possono sostare gratis? E dove? E che potenza massima possono avere se hanno un motore elettrico? C'è un “tre ruote” classificato “bici”, che può caricare 150 kg di spesa, ha i pannelli solari, un motore da 750 W e arriva a 48 km all'ora: potrebbe circolare in Italia?

Per piccoli mezzi urbani, l'elettricità può andar bene perché se ne consuma poca. Ma cosa accadrebbe se tutte le automobili fossero elettriche? Credete che il costo dell'elettricità rimarrebbe lo stesso e che gli Stati rinuncerebbero tranquillamente a tutte le tasse sulla benzina? Già gli ultimi studi stanno ridimensionando molto il vantaggio ecologico dell'auto elettrica: normalmente noi siamo “tecnicamente superficiali” e consideriamo solo l'apparenza. Quando presentano un'auto nuova – a aria compressa, a idrogeno o elettrica – arrivano i media per fare il “servizio”, l'auto è già costruita, ben carica e pronta a partire, fa un bel giro a emissioni zero e tutti si entusiasmano. L'auto elettrica – come tutte le cose – inizia a inquinare mentre la si costruisce, continua a inquinare tutte le volte che si carica la batteria, inquina quando compriamo 5000 € di batteria nuova e smaltiamo la vecchia e inquina quando la demoliamo.

Data la diversità costruttiva e i diversi materiali impiegati rispetto al motore tradizionale – specie se diesel – ne risulta che il 20% circa di “vantaggio ecologico” che si ha viaggiando non riuscirebbe a compensare i maggiori inquinamenti di produzione e demolizione. Lo dice la Norwegian university of Science and Technology: non sono gli ultimi arrivati e non hanno interessi in causa. C'è un'altra cosa: a bordo di un'auto elettrica serve un motore che permetta una velocità decente: senza voler fare le sgommate ai semafori, almeno 25 kw ci vogliono e, probabilmente, con l'elettronica a basso costo di oggi, si sceglieranno motori a corrente alternata anche per facilitare il controllo della velocità agendo sulla frequenza. Ma sia il motore che l'inverter generano una certa dose di elettrosmog che investono sia il conducente che il passeggero al suo fianco, a quali valori si arriverebbe? Sono state previste schermature e di che genere? Chi viaggerà in auto elettrica, sarà al sicuro?

Ho cercato risposte a queste mie domande senza trovare assolutamente nulla che tratti l'elettrosmog a bordo di auto elettriche, e questo mi insospettisce!
E allora? Quell'operaio della Cogne era un saggio, il vecchio Motom di 60 anni fa, coi suoi 70 km al litro, è stato uno dei mezzi più intelligenti dell'ultimo secolo. E' vero che noi siamo restii a adottare piccole soluzioni che risolvono solo perché i vicini di casa non le adottano, e che alcune soluzioni sono, da noi, impraticabili perché siamo bravissimi a vietarle sul nascere, e che le auto diesel a bassissimo consumo – quelle che risolverebbero il problema – pur essendo già state provate su strada, non le produrranno mai perché non porterebbero soldi alle multinazionali, e l'auto elettrica pur non essendo la soluzione del problema, sarà servita in tutte le salse dalle multinazionali finché non la comprerete!
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(Gian Franco Bonanni)