Imola. Ricevere la bolletta relativa ad acqua, luce, gas e riscaldamento a mezzo posta elettronica è comodo, non si rischia smarrimento o altro inconveniente e si risparmia carta. Generalmente, se l'importo totale fatturato per l'addebito in conto corrente è nella “norma”, non si va oltre e si archivia nell'apposita cartella. Poi, un bel giorno sorge il desiderio (o il bisogno a seconda dei casi) e si decide di approfondire circa i conteggi: si riapre la cartella di posta e si fa “clic” sulla figurina della stampante: 17 pagine di carta con una bella riga gialla in cima per quantificare e monetizzare i consumi di una famiglia in un appartamento come tanti ce ne sono in ogni città.

Hera nasce il 1° novembre 2012 dalla fusione di 12 multiutility operanti in aree confinanti del nord Italia, con l'obiettivo di aumentare il profitto migliorando la qualità dei servizi al cittadino in settori fondamentali come l'energia, l'acqua ecc. ecc. Nel giugno 2003 si è quotata in borsa, con un flottante pari al 44,5% del suo capitale.

Vediamo un po': il codice cliente e una serie di simboli con sotto tanti numeretti con a fianco il simbolo “€”, poi il totale da pagare e la data ultima: speriamo che il conto sia coperto perchè, subito nella pagina seguente, dopo le modalità di pagamento, in neretto, sono riportate le informazioni circa gli interessi di mora e la sospensione per morosità. Se non paghi arriva una bella raccomandata, poi l'energia elettrica verrà ridotta al 15% della potenza prevista in contratto e infine zac, al buio e al freddo. Se poi paghi tutto l'arretrato, per ripristinare il sevizio occorrono 72,83 € per l'energia elettrica, 111 € per il teleriscaldamento e 100.70 € per il gas e l'acqua. Se ho ben capito circa 385 € in totale. Quello che mi incuriosisce sono quei 83 centesimi previsti per la corrente elettrica: quale conteggio avranno fatto?

Per flottante, in ambito economico borsistico, si intende il totale delle azioni negoziabili liberamente nel mercato secondario regolamentato. Alle 17.30 del 24/3 la quotazione HER (BIT) era pari a 2.02 € (+0,08% su giorno). I maggiori azionisti sono i comuni di Bologna (14,993%), Modena (13,731&), Ravenna (7,791%), poi Trieste, Padova, Imola (5,319%) Ferrara; seguono, per quantità nomi non più di città, ma di investitori come Lazard Asset Management (2,013), GSGR Srl (2,010) e Carimonte Holding (2,001) per un totale di circa il 62%: tutto il resto non si sa in quali mani sia e, giustamente, non è possibile sapere cosa i possessori faranno domani delle loro disponibilità.

Ecco la pagina relativa al consumo di acqua: lettura stimata 13/8, lettura stimata 11/10 e consumo, quest'ultimo non stimato, fatturato. Non si capisce bene come da due letture stimate possa scaturire un consumo certo, ma passiamo oltre. Quota fissa… tariffa acquedotto… agevolata 1, agevolata 2 e base, in crescendo. Poi tariffa fognatura e depurazione, sempre sui metri cubi accertati su letture stimate. Ogni voce corredata da un componente UL1 a copertura agevolazioni per eventi sismici del 2012. Il tutto ivato al 10%.

Quasi sempre il flottante non coincide con il numero totale delle azioni che rappresentano il capitale di rischio (?) di una società. Questo perchè di norma una quota di controllo appartiene ad uno o più investitori che la mantengono al fine di aver peso decisionale nel consiglio di amministrazione. In Italia le Autorità di Borsa richiedono che per il titolo quotato sia garantito uno specifico livello minimo del flottante. Sotto tale livello il flottante dovrà essere ripristinato in via obbligatoria.

Sospendo la lettura della bolletta perchè mi ha colpito il termine “flottante”: mi ricorda molto da vicino quelle increspature dell'acqua di mare sotto l'azione del vento e l'immagine della mia fantasia corrisponde pienamente alla realtà: i servizi primari per la qualità della mia vita sono quotati in borsa, soggetti al capriccio del capitale (flottante) e ne risentono delle conseguenze. Rileggo quanto sopra: aumentare il profitto… migliorando i servizi al cittadino… in settori fondamentali: migliorare il profitto sta a significare che l'Hera SpA cerca di guadagnare il più possibile nella gestione di “settori fondamentali” per me, ma promette di migliorare i servizi. Se migliora i servizi mi può stare anche bene, ma che cerchi di aumentare il suo profitto a mie spese, parlando di acqua, di elettricità e gas mi sta un po' meno bene, ma il mercato è mercato e le sue leggi sono chiare ed implacabili. D'altra parte, tra gli azionisti vi sono enti pubblici e privati: se ai primi interessa in modo particolare la qualità dei servizi (senza disdegnare una buona quota di dividendo da riversare sulla città), ai privati interessa in modo particolare l'aumento dell'utile (da non riversare sulla città).

Risultati 2012: fatturato complessivo 4.492.000.000 di €, margine di intermediazione 662.000.000, risultato operativo 335.400.000 e utile netto 134.400.000 di €. Una gestione composta per il 27,7% dei rifiuti, 23,9% acqua,36,4 gas, 0,4 elettricità e per il 2,6% di altri servizi.

Prendo la mia piccola calcolatrice e faccio un po' di conti. Sommando le quote di partecipazione in possesso di enti pubblici (i comuni) si arriva circa ad un 54% e il resto è, per l'appunto, flottante (46%). Ciò sta a significare che, per quanto riguarda l'anno 2012, il flottante si è visto accreditare della bella cifra di circa 62.000.000 di €. Denari che provengono da ogni bolletta pagata da tutti noi e non c'è bisogno di scandalizzarsi: se gli azionisti privati mantengono in loro possesso le azioni (in pratica ci prestano denaro) giustamente pretendono di essere pagati: è il mercato. Altro aspetto da considerare è la “non certezza” circa l'ammontare del valore delle azioni in possesso ad ogni singolo comune, considerata la regolare quotazione di borsa soggetta, appunto, alle leggi della domanda e dell'offerta. Oggi sai quanto hai, domani no: certo una quota resta ben salda in mani pubbliche, ma il mercato..
… continua…
(Mauro Magnani)