Roma. Il Tar del Lazio dice no agli Ogm (Organismi geneticamente modificati). Rigettate le motivazioni che secondo l'agricoltore friulano Fidenato, che vorrebbe seminare liberamente mais biotech, avrebbero dovuto far cadere il decreto interministeriale di agosto per il quale “la coltivazione di varietà di mais Mon 810, proveniente da sementi geneticamente modificate è vietata nel territorio nazionale fino all'adozione di misure comunitarie di cui all'art.54, comma 3, del Regolamento CE 178/2002 e comunque non oltre diciotto mesi dalla data del presente provvedimento”.

La sentenza del Tar si rifà al principio di precauzione in quanto sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per l'ambiente derivanti dalla contaminazione del mais Mon 810.

“Questa sentenza – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – serve innanzitutto a ripristinare la legalità : nessuno può coltivare impunemente Ogm in Italia. Il Governo italiano s'impegni quindi nel semestre europeo affinché l'Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali”.
“E' una sentenza storica, il Tar ha evidenziato tutte le possibili ricadute negative sull'ambiente, una grande vittoria per l'agricoltura italiana di qualità. Ma la battaglia non è finita. Ora tocca all'Unione Europea dotarsi di norme che consentano agli Stati membri di vietare le coltivazioni Ogm e tenere in considerazione le ragioni di tutti i cittadini che scelgono un'alimentazione sana, di qualità, nel rispetto degli equilibri naturali e sociali”, ha aggiunto Legambiente Emilia Romagna.