Conselice (Ra). Dopo le iniziative che imprese, agricoltori e privati cittadini hanno messo in campo (vale a dire il ricorso al Tar per bloccare il progetto Matrix), l'azienda ha scelto la strada delle pagine pubblicitarie del Resto del carlino, per far sapere la propria opinione.
Matrix e un progetto industriale per lo smaltimento delle ceneri dei termovalorizzatori. C'è di tutto, quindi, anche quelle considerate pericolose.
La lavorazione sarà effettuata nell'ex stabilimento delle Endeka e si tratta di una zona che è una conca naturale, quindi potenzialmente soggetta a inondazioni (va comunque aggiunto che lo stabilimento, fin dall'inizio, venne rialzato rispetto al libello del terreno).
L'Azienda, Officine dell'Ambiente Spa, ricorda di aver ottenuto tutti i regolari permessi e fa due osservazioni un po' velenose. Prima di noi, ricorda, c'era un'azienda chimica che produceva “livelli di emissioni ben più complessi dei nostri” eppure tutte le aziende agroalimentari hanno ottenuto le certificazioni ambientali; inoltre non è stato forse fatte lì vicino “un importante impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”?
E l'allusione fa riferimento all'Unigrà che utilizza olio di palma per produrre energia elettrica.
Insomma, la situazione si incattivisce e le proteste, giudiziarie e non, continuano.
E l'esame dei documenti di protesta solleva davvero più di un dubbio sulla Valutazione di Impatto Ambientale.
Il mondo agricolo, ad esempio, ricorda che è mancato (o è stato insufficiente) un preventivo approfondimento su tre decisive questioni.
Non si è analizzato in maniera efficace l'inquadramento socio-economico della componente agricola e agroalimentare del territorio.
Un ragionamento simile va fatto per i pericoli di contaminazione della catena alimentare e le conseguenze in termini di svalutazioni della filiera agroalimentare di Conselice.
Infine, non ha ricevuto l'attenzione che meritava la congenita e strutturale fragilità alluvionale dell'area specifica individuata per la localizzazione dell'impianto.
Elementi che i giudici dovranno valutare, senza però dimenticare che esiste una incompatibilità ambientale, di tipo culturale e politico, che non può essere ignorata.
Un recentissimo sondaggio ci dice che l'80% dei conselicesi non vuole quell'impianto, e la stessa percentuale si registra fra gli elettori del Pd, il partito che dal dopoguerra ha governato la città.
Ora a questo corso pare aggiungersi il comune di Argenta e si vocifera di esposti alla Procura.
Manca un attore fondamentale: la politica locale, provinciale e regionale.
Le carte sono tutte in tavola e non dovrebbe essere così difficile trattare con Officine dell'Ambiente: che senso avrebbe lavorare in un territorio che farà di tutto per espellerti?

(m.z.)