Lugo (Ra). Ormai manca un meno di un mese alle elezioni comunali nelle città della Bassa Romagna ed è tempo di analizzare quel che sta succedendo, a partire dal centro più importante, vale a dire Lugo.
Abbiamo però deciso di guardare la competizione politica da un centro di osservazione particolare, dal Centro sociale il Tondo, per capire come vivono questo confronto gli ultimi, gli anziani, coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese.
Di fronte a noi c'è Gian Battista Morganti, il presidente della struttura e gli chiediamo subito come vive questa campagna elettorale.
“Io parto dalle liste: sono decisamente troppe, mi pare si arrivi ormai a 14. Credo che ci sia chi vuole soltanto apparire, ma è chiaro che una politica come si deve non ha bisogno di una simile dispersione.
Credo che la situazione sia complicata e sono convinto che si andrà al ballottaggio.”

E sui protagonisti, cosa può dire?
“Io considero non veritiera l'immagine che sta uscendo da questo confronto
Per esempio il ragazzo che il Pd candida come sindaco, Davide Ranalli, viene considerata una persona di poca esperienza, ma in questa fotografia non si tiene conto della squadra che lo sostiene.
Dall'altra parte si accredita come persona di grande esperienza Silvano Verlicchi (candidato della lista “Per la buona politica n.d.r.), mentre a mio avviso quel soggetto rappresenta il vecchio, l'eterna voglia di gestire potere. Potrei raccontare un episodio su questo candidato, una storiella illuminante, ma ci sarà tempo anche per queste cose.
Spero che i lughesi riflettano bene prima di scegliere. E soprattutto devono sapere che non è più il tempo di un uomo solo al comando. Oggi per governare ci vuole un gruppo forte, perché le difficoltà da affrontare sono tante e non sarebbe male se da Ranalli arrivasse qualche anticipazione robusta sulla sua squadra di governo.”

E quali sono i temi pressanti?
“Il lavoro prima di tutto. Chiudono le aziende, c'è la cassa integrazione che sale, le banche non ti sostengono, il tessuto industriale carico di vecchie tecnologie.
Lugo deve ripensarsi, fare cose nuove, proporsi nel mercato nazionale e internazionale come fece negli anni '60. Certo, il mondo è diverso ma dobbiamo ricreare quel clima di sfida.
Purtroppo ho l'impressione che la politica non abbia idee, non sia più capace di riflettere sul futuro in maniera adeguata.”

E dopo il lavoro?
“L'altro tema decisivo è quello degli anziani e dei più deboli. Io vivo quotidianamente l'esperienza di persone che mi dicono che devono scegliere fra le medicine e la cena. Quando ha un po' più di 400 Euro di pensione dover pagare alcune medicine significa metter a terra delle persone.
Anche in questo caso non ho ancora capito come si intenda affrontare questo problema; è vero, ci siamo noi, c'è il volontariato, ma non bastiamo e il tema della rivalutazione delel pensioni, e so che è nazionale, va posto con grande determinazione.
Ne va della qualità del vivere di tanti cittadini. Se non interveniamo presto per molti “la vita non è più vita”.

(m.z.)