Castel San Pietro Terme. Città Metropolitana e Circondario imolese, venerdì 2 maggio 2014 alle ore 20.30 se ne parlerà a Osteria Grande, in un incontro pubblico al Centro civico, a cui parteciperanno il candidato sindaco Fausto Tinti, il sindaco di Imola Daniele Manca e il deputato del Partito Democratico Andrea De Maria. Nel frattempo Tinti (candidato uscito vincente dalle Primarie Pd e sostenuto anche da ben quattro liste civiche: Castello Viva, Sinistra in Comune, Castello al Centro e Riformisti Castellani) esce con una sfida a suon di programma, rivolta ai suoi avversari: il Movimento Cinque Stelle, la lista civica Castello Democratica e il centrodestra de Il Tuo Comune.  
“Hanno proposte arretrate, vaghe e in contrasto con la realtà che sta venendo avanti”, dice il professore universitario in gara per succedere a Sara Brunori alla guida della città da sempre più orientata verso bologna che non verso il Circondario imolese, di cui fa parte.
“Imola non è dominus, ma un partner – prosegue Tinti – e in questa partnership Castello è sicuramente protagonista, con risorse e uomini, per i castellani soprattutto. La Città Metropolitana non sarà Unione di Comuni ma si sta configurando come una sorta di federazione di Unioni di Comuni. Urge quindi portare a compimento la struttura del Nuovo Circondario Imolese, che è sede di cooperazione amministrativa fra 10 Comuni, in ottica di razionalizzazione delle risorse e di sviluppo del territorio. Non è una facoltà ma un obbligo: se le cose non cambieranno, se non aderiamo a un'Unione non avremo più finanziamenti ne' statali ne' regionali, quindi saremo isolati. L'arretratezza politica sta nel sogno che da soli si sta meglio che in un sistema”. 

Da qui l'affondo rivolto agli avversari che rischia di scaldare una campagna elettorale finora molto tranquilla sulle rive del Sillaro. “Qual è il loro piano programmatico per Castello nell'area vasta o nella città Metropolitana? Se leggo i loro programmi mi accorgo che la loro posizione non esiste o è fumosa o, peggio, è fuori dal tempo che viviamo. Il M5s, in 19 pagine di programma si limita a dire che prevede più attenzione 'alla realtà castellana che spesso viene subordinata alle esigenze di Imola'. Castello Democratica dice di voler aderire alla Città Metropolitana come Comune, sorvolando sul fatto che la nuova Città Metropolitana si sta configurando come una Federazione di Unione di Comuni e contraddicendosi quando dice di credere nella collaborazione tra Comuni e di proseguire nella condivisione di alcuni servizi. Anche l'idea del referendum è fumosa. Cosa chiediamo ai cittadini esattamente? Usciamo da un'unione per entrare in quale altra unione? Infine la lista Il Tuo Comune, che propone di aumentare i costi riprendendo il personale e alcuni servizi in carico al nostro bilancio comunale, anziché lasciarli in sede di Unione di Comuni. Ma poi non dice quali rapporti istituzionali creare con la Città Metropolitana e non dice come fare ad avere dei finanziamenti per sopperire a quelli che non avremo più e ai maggiori costi”.