Imola. Nel 2007 la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha istituito la Consulta delle Libere Professioni con la finalità di promuovere iniziative a supporto e per la valorizzazione delle attività professionali.

Fanno parte della Consulta soci della Fondazione e rappresentanti delle associazioni professionali imolesi.Per la Fondazione Paolo Palladini (Presidente della Consulta), Edore Campagnoli, Domenico Lanzoni, Mauro Marocchi e Romano Tellarini. In rappresentanza delle associazioni sono presenti Maurizio Bacchilega (Osservatorio Professionale imolese), Giovanni Baruzzi (Associazione Imolese Tecnici Edili), Guido Cavina (Associazione Codronchi-Argeli), Danilo Pasotti (Professione medica)
Silvia Villa (Associazione Avvocati imolesi e vicepresidente della consulta)

Nel corso dell'attività di questi anni la Consulta delle Libere Professioni ha ritenuto opportuno allargare il suo campo d'azione, proponendosi di affrontare temi di interesse generale che possano coinvolgere non solo i professionisti dei vari settori, ma tutti i cittadini.

Ecco i convegno organizzati nel 2013: “Amianto, un nemico nascosto” e “La dipendenza dal gioco d'azzardo, malattia del nostro tempo”. I due convegni promossi e organizzati nel 2013, entrambi su temi di grande attualità, si inseriscono nel nuovo corso di attività della Consulta.
Il convegno sull'amianto ha preso in esame gli aspetti essenziali connessi con la presenza di questa sostanza: i rischi per la salute, i controlli da effettuare sul territorio, gli interventi più opportuni, i provvedimenti, compresi quelli sanzionatori, che debbono essere adottati.Il convegno sulla dipendenza dal gioco d'azzardo ha analizzato le origini, le manifestazioni e le conseguenze di questo grave fenomeno, che sta interessando anche le piccole realtà periferiche come la nostra.

Il 15 maggio di quest'anno si terrà il convegno “L'arte di comunicare tra verità e menzogna”. In questi ultimi anni il nostro modo di comunicare ha subìto molte trasformazioni, che si sono imposte con un crescendo travolgente. Le reti informatiche, la telefonia digitale hanno messo a disposizione sistemi che consentono di abbattere le distanze, ridurre al minimo i tempi di trasmissione, aumentare la quantità di informazioni trasferibili, moltiplicare i contatti realizzabili contemporaneamente.
Accanto a questi benefici, di indubbio valore, hanno preso corpo tanti aspetti negativi che offuscano e, in molti casi, cancellano l'essenza umana delle nostre comunicazioni. Queste rischiano di perdere i caratteri distintivi personali, perché sono spesso senza espressione, senza grafia, senza voce.
Sotto queste comunicazioni schematiche e sintetiche possono nascondersi, con minore difficoltà rispetto al passato, intenzioni non dichiarate e non rilevabili. Ma anche se la comunicazione è sincera, anche se sotto una forma povera di connotati non si annida la menzogna, spesso è difficile o addirittura impossibile cogliere quegli aspetti che vanno oltre il contenuto letterale di molti messaggi.