Imola. “Dai macchiaioli a Cattelan – La lunga traccia del moderno nell’arte contemporanea” è il tema di un incontro con lo storico dell’arte, Claudio Spadoni, proposto da Focus D per giovedì 15 maggio, ore 20.45, ai musei di San Domenico (auditorium Aldo Villa), via Sacchi 4

Claudio Spadoni, direttore del Mar (Museo d’arte di Ravenna), curatore di Arte Fiera Bologna, accompagnerà i presenti nel lungo percorso artistico che, partendo dalla seconda metà dell’800, ci introduce alla contemporaneità, grazie ad una esposizione che spazia dalla pittura, al disegno, alla scultura, alla fotografia, alla video installazione, attraverso le opere di artisti italiani della seconda metà dell’ottocento come i Macchiaioli, De Nittis, Lega, Fattori, Zandomeneghi, Boldini…

E’ proprio a partire dal movimento dei Macchiaioli (termine ironico usato a Firenze dal 1861 in occasione della Promotrice fiorentina per indicare  l’esposizione di paesaggi eseguiti con accentuazione del chiaroscuro e colore dato a macchia) che si instaura una pittura dell’impressione e si libera l’arte dall’accademismo aprendo la strada al divisionismo, al liberty, al dinamismo plastico del futurismo e a tutto il novecento. Per Adriano Cecioni, teorico e critico del movimento, l’arte dei Macchiaioli consiste “ nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori, di chiari e scuri”. La forma non esiste ma è creata dalla luce, l’individuo vede tutto il mondo circostante attraverso forme non isolate dal contesto della natura ma come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore. Dai Macchiaioli prende le mosse il movimento degli impressionisti francesi, nato ben più tardi, informato delle nuove tendenze dai frequenti viaggi a Parigi dei pittori italiani. Da questo momento, ancora più che in precedenza, i movimenti sono trasversali alle diverse espressioni artistiche e di pensiero; ricordiamo come, all’impressionismo pittorico, si affianchi  il meraviglioso impressionismo musicale di Debussy e di Ravel, alla scrittura del “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti corrisponda la nascita del movimento futurista nell’arte figurativa. La forza evocativa del primo De Chirico   metafisico è presaga del surrealismo e dei suoi metodi espressivi in cui affiora l’inconscio influenzati, in quegli anni, dalla diffusione della psicanalisi che dà dignità all’istanza psichica del sogno. Il simbolismo estetico di Gauguin è punto di partenza delle varie poetiche che si susseguono tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento con l’avvento del simbolismo, poi dello spirito decisamente innovatore dei fauvisti a cui, cogliendo l’aspetto costitutivo ed essenziale della realtà, si contrapporranno i cubisti.
E’ un’introduzione alla contemporaneità che contempla il meraviglioso ottocento romantico, idealista, dedito al ritratto e al paesaggio e la prima parte del novecento, secolo travagliato da conflitti , caratterizzato dall’irruzione delle masse sul palcoscenico della storia e dalla presenza di ideologie contrastanti che hanno fortemente segnato le diverse correnti dell’arte contemporanea.

Claudio Spadoni, allievo di Francesco Arcangeli all’Università di Bologna, dal 1976 docente di Storia dell’Arte e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna,  dal 2002 direttore del MAR-Museo d’arte di Ravenna, è, dal 2013, curatore, insieme a Giorgio Verzotti,  di Arte Fiera di Bologna, la kermesse d’arte più rilevante in Italia e una delle maggiori a livello europeo giunta quest’anno alla trentottesima edizione. Già critico de “Il Resto del Carlino” e ora di QN della Poligrafici (“Carlino”, “La Nazione”, “Il Giorno”), Spadoni è collaboratore di diverse riviste specialistiche, curatore di innumerevoli mostre per musei e gallerie pubbliche in Italia e all’estero con particolare attenzione al periodo dal romanticismo all’informale e di mostre monografiche dedicate a importanti artisti del novecento fra cui Giacometti, Sironi, Warhol, Burri, Vedova….    
Ha fatto parte della Commissione Internazionale della Biennale di Venezia nell’edizione 1986, della Quadriennale nel 1999 e nel 2009 e di commissioni scientifiche di diverse istituzioni.
Autore di numerosissime pubblicazioni artistiche, nel 2013 dà alle stampe un libro diverso, “Più di una vita”, descrizione di un variopinto universo di persone, affetti, animali, luoghi, una storia scandita dai passi più significativi dell’esistenza, ricca di riflessioni sul valore della vita la cui fugacità è un monito ad afferrare ogni piccola grande gioia assaporando il dono della condivisione.
L’obiettivo di Claudio Spadoni è di affiancare, nelle fiere d’arte,  il lato mercantile al piacere visivo e all’interesse culturale della visita ; sottolinea quindi il contesto, l’ariosità, la luminosità, l’eleganza di esposizione dell’opera in mostra affinchè il visitatore possa fare una scoperta emozionante assaporandone le forme, i colori, l’idea. Scelte vincenti sotto tutti i profili se si considera che Arte Fiera di quest’anno, raggiungendo quasi cinquantamila visitatori, il 15% in più dell’anno scorso, è stata più competitiva rispetto ad altri eventi del genere.