Con l'arrivo della primavera, immancabilmente, le rive dei fossi e dei cigli stradali si trasformano,
spesso e volentieri, in una distesa di erba gialla, inerte e avvelenata. Praticamente priva di vita.
Pochi giorni fa, infatti, per fare un esempio tra i tanti, nel percorrere la via Emilia da C. S. Pietro T.
a Imola abbiamo notato, con stupore mista a rabbia, che l'erba in entrambi i lati della strada, dove
prima cresceva verde e rigogliosa, era completamente rinsecchita.
Evidentemente un qualche mezzo, non meglio identificato (appartenente presumibilmente ad una
ditta o società che si occupa di manutenzione stradale) è passato scaricando bellamente sul terreno il suo contenuto di diserbante anziché provvedere, più logicamente ed ecologicamente, allo sfalcio
meccanico o manuale.

Possiamo capire, anche se non approviamo, che si è sempre fatto così, che così facendo si fa prima
e si risparmia tempo (e il tempo, si sa, è denaro) ma quello che continuiamo a non capire è che non
si pensa mai che così facendo si vanno ad inquinare i corsi d'acqua e i pozzi, e quindi l'acqua che
utilizziamo per irrigare i campi (dove coltiviamo prodotti e alleviamo animali che poi mangiamo) e
quella delle falde acquifere (dove attingiamo l'acqua che poi beviamo).

Stessa cosa succede purtroppo anche presso certi privati, a cui l'erba che cresce troppo alta al
confine della propria proprietà non piace, gli risulta antiestetica, e allora giù a buttare veleno.
E' il solito metodo del fare presto, con il minor impiego di tempo e denaro possibile, cercando di
ottenere subito il risultato prefissato allo scopo di “massimizzare i profitti” ma quello a cui non si
pensa mai sono le conseguenze future sull'integrità dell'ambiente e quindi sulla salute delle persone.
Tanto poi, chissenefrega, se ci saranno problemi ci penserà qualcun altro (sarebbe quindi opportuno
e doveroso sapere quali tipi di diserbanti vengono utilizzati e che tipo di incidenza possono avere,
anche a lungo termine, sulla salute umana).

Visto che, purtroppo, la legge, per determinate situazioni, lo consente basterebbe cambiare la legge
e fare in modo che sia tassativamente vietato l'utilizzo di diserbanti dove non espressamente
necessario (ma anche qui di sarebbe molto da dire). Inoltre visto che l'uso del diserbante lungo i
bordi delle strade è sì consentito ma occorrono speciali autorizzazioni degli organi preposti (che
vengono, ahinoi, quasi sempre rilasciate), basterebbe verificare se queste autorizzazioni ci sono e,
qualora non ci fossero, procedere con le dovute sanzioni del caso.
Perché, come ben sappiamo, se esistono divieti ma non ci sono controlli ognuno, soprattutto in
Italia, si comporta come meglio crede, anche se ciò può a volte, inconsapevolmente o meno,
provocare un danno per sé o per gli altri.

Si ricorda comunque che il recente Piano di azione nazionale sull’uso sostenibile dei pesticidi
prevede misure per: “la riduzione e/o eliminazione dell'uso dei prodotti fitosanitari sulle o lungo le
strade e le ferrovie” (artt 5.4 e 5.5) e la riduzione dell'uso o dei rischi derivanti dall'impiego dei
prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili” (art 5.6).

(Wwf  Imola)