Imola. La vicenda della piazza del quartiere Montericco torna al centro del dibattito politico. Il capogruppo di Forza Italia Simone Carapia afferma che “l'assessore all'Urbanistica Davide Tronconi pubblicamente, afferma che il cambio di destinazione è del 2012. Ed è infatti del dicembre 2012 la richiesta di concordato preventivo della ditta Edil Atellana che avrebbe dovuto realizzare gli alloggi a canone sociale e calmierato di via Giovanni X e anche la piazza”.

“La giunta sapeva – sempre secondo Carapia a quale sorte di fallimento stava andando incontro quella ditta e ci preme ricordare che, nonostante questo, nonostante la maggioranza avesse già approvato la variante e sapesse che la realizzazione degli alloggi si sarebbe fermata e che il progetto della piazza sarebbe stato radicalmente modificato, il sindaco Manca, a ridosso delle elezioni 2013, tagliava addirittura il nastro, ponendo quel complesso al centro delle politiche abitative della sua campagna elettorale. Oggi la scusa di Tronconi è che la crisi non farebbe sopravvivere i negozi nella posizione inizialmente prevista dal progetto. Diciamo pure invece che, sapendo già la vecchia giunta del fallimento della Edil Atellana, si stava preparando il terreno magari per qualche ditta come la Sogei, che si è aggiudicata il bando Sicim per edificare ulteriormente una zona dove c'è ancora molto invenduto e dove la piazza, che doveva essere punto di aggregazione del quartiere, sarà praticamente dimezzata. Ed è inutile che Tronconi dica che non si può tornare indietro… su via Kolbe, a vendita avvenuta la giunta ha fatto dietrofront… solo dopo che era stato palesato il nome del vincitore”.

“Le firme per impedire l'ennesimo comportamento anarchico di questa maggioranza, che adotta il Psc ma poi lo modifica a piacimento, sono arrivate già a quota 2000 – informa il seguace di Silvio Berlusconi -. L'assessore Tronconi vorrà ignorarle? Vorrà ignorare il parere di 2000 cittadini? E quando ci sarà data la risposta alla nostra interrogazione con la quale chiedevamo di sapere se il Comune aveva previsto una fideiussione a garanzia della realizzazione della piazza e perché non ha deciso di incassarla e realizzare l'opera in proprio? Occorre subito un incontro anche tra Istituzioni e Diocesi, visto che la piazza dovrebbe sorgere davanti alla chiesa di San Pio, tra l'altro una struttura che è un'opera unica e presente su riviste di architettura internazionali. Cosa ci vogliamo mettere davanti, delle palazzine alte quattro piani? O vogliamo dare la giusta dignità a quest'area che da troppo tempo attende di essere qualificata come merita?”.