Imola. Il bilancio dell'Ausl per il 2013 si è chiuso in pareggio, ma come al solito c'è l'annoso problema delle liste d'attesa troppo lunghe per buona parte delle prestazioni. Davanti alla commissione consiliare Sanità, la direttrice generale Maria Lazzarato e il direttore sanitario Andrea Rossi hanno approfondito il tema dei tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali. Rossi ha sottolineato alcune delle problematiche generali del governo dei tempi di attesa, a partire da un problema culturale presente in tutti i sistemi universalistici finanziati dalla fiscalità generale: l'inappropriatezza.

Le criticità maggiori, secondo i dirigenti dell'azienda sanitaria, riguardano l'ambito cardiologico, alcune prestazioni di radiologia, l'oculistica e la gastrologia (non poche dunque, ndr), soprattutto a causa della difficoltà nel garantire il turn over e la copertura di pensionamenti, dimissioni, lunghe malattie e maternità, ovvero per una instabilità quantitativa delle equipe che, per i tempi tecnici necessari alle sostituzione e l'oggettiva difficoltà al reclutamento del personale medico, tendono a non riuscire a soddisfare la domanda nei tempi richiesti. Per quanto concerne gli interventi strutturali, l'Azienda ha valutato necessario un rafforzamento del settore pneumologico, per cui è attesa l'assunzione di 2 nuovi medici. Anche in oculistica e cardiologia si attendono nuovi reclutamenti (un medico oculista entro qualche settimane e un cardiologo entro qualche mese). La consigliera del Movimento 5 stelle Manuela Sangiorgi ha replicato che “la criticità delle liste d'attesa nell'Ausl imolese è sotto gli occhi di tutti e che i dirigenti non fanno altro che parlare di ciò che faranno in futuro e di scarsa appropriatezza degli accessi mentre non forniscono i dati su quante ore di libera professione fanno i medici all'interno dell'ospedale. Sono stata testimone in varie occasioni che, prenotando a Faenza da una farmacia di Castelbolognese, si ha la prestazione nel giro di pochi giorni quando a Imola per la stessa bisognava attendere oltre tre mesi”.