Spett. redazione,
“Sinistra, Ecologia, Libertà” di Alfonsine, in occasione delle elezioni amministrative del 25 maggio, non rinnova l’alleanza col Pd, non presenta una propria lista, però esprime un proprio orientamento.
Il 17 dicembre 2013 si è svolto un primo incontro tra Pd e Sel, concluso con la sospensione del confronto, in attesa di chiarimenti da parte del Pd sulla questione dello stoccaggio gas. Con un comunicato del 21 gennaio, Sel di Alfonsine ha fissato alcuni punti irrinunciabili per la prosecuzione del confronto: no alla centrale di stoccaggio; revisione delle regole per il referendum; questione dell’amianto; svolgimento delle “primarie” in caso di accordo programmatico. Dopo oltre due mesi trascorsi senza risposte da parte del Pd, con un comunicato del 21 febbraio Sel dichiarava che il tempo era scaduto. Tuttavia, nella prima metà di marzo, Sel, su invito del Pd, ha partecipato ad un ulteriore incontro, nel corso del quale è stato presentato un documento del Pd provinciale sullo stoccaggio gas,  che conteneva posizioni ancora lontane da quelle di Sel. Ed erano passati intanto, come già detto, oltre due mesi. Per cui si è constatata l’impossibilità di rinnovare l’alleanza, anche perché altre questioni rilevanti non erano state discusse e il tempo era, appunto, scaduto.

In questi giorni, Sel di Alfonsine ha esaminato i programmi dei candidati Mauro Venturi e Donatella Antonellini. Sono due programmi che affrontano con serietà e competenza le questioni in campo e che si ispirano agli stessi valori fondamentali.
Nel programma di Mauro Venturi, Sel ha notato lacune e posizioni non condivisibili riguardanti questioni importanti. Esempi. Salvo un paio di accenni, non vi è esplicitata la consapevolezza che si potrà uscire dalla crisi solo con un profondo cambiamento nelle attività produttive e nelle politiche sociali, verso un nuovo modello di sviluppo, che meglio sarebbe chiamare progresso.
Si sostiene la realizzazione dell’E55, mentre Sel propone altre soluzioni.
Sull’impianto Stogit per lo stoccaggio gas ad Alfonsine, c’è un’evoluzione positiva, ma tardiva e ancora inadeguata. Mentre Sel ritiene che “gli effetti negativi su quella porzione di territorio, per la dimensione dell’intervento, sarebbero superiori ai benefici”. Inoltre è certo che l’impatto dell’impianto sulle diverse matrici ambientali, sulla salute e sulla sicurezza del territorio non sarebbero sostenibili e altererebbero i delicati equilibri dell’area interessata. Per cui la sola cosa da fare è dire NO.

Per quanto riguarda l’obiettivo di consumo zero di suolo agricolo entro il 2030 invece che il 2050, non c’è niente e, quindi non ci si propone di verificare la strumentazione urbanistica anche in quest’ottica.
Su quello che potrebbe fare il Comune per ridurre il numero di alloggi inutilizzati, che ad Alfonsine sono oltre 400, non c’è niente.
Sul grave problema dell’eternit, non c’è niente che sia all’altezza della gravità del problema.
Partecipazione. Non si prende atto dei limiti. Non c’è l’impegno a rendere praticabile l’istituto del referendum.
Infine, sull’Unione dei Comuni pare che vada tutto bene.
Su tutte queste cose invece Sel trova risposte positive nel programma di Donatella Antonellini.
(Rino Gennari)