Spett. redazione,
“Come fai a pensare se c'è rumore? Dove c'è rumore non c'è pensiero perciò il rumore uccide la creatività. Se si fanno vivere nel rumore si perde il senso del rispetto per i bambini perché non possono ascoltare, pensare e comunicare, se non urlando sempre più forte”. Con queste parole il Prof. Paolo Crepet, nel corso del suo intervento di venerdì scorso al Teatro Osservanza, ha sottolineato l'importanza di far vivere e apprendere i bambini in un ambiente il più possibile silenzioso e armonico.

Anche il Prof. Carlo Forlivesi, docente di musica e compositore di fama internazionale, ha evidenziato in un suo recente intervento che i danni del rumore sulla mente dei bambini, sulla loro concentrazione e sul loro apprendimento, sono ampiamente provati da studi scientifici: non rileva soltanto la quantità di rumore (misurata in decibel), ma anche la sua qualità (ovvero il tipo di suono), la circostanza (l'ambiente scolastico) e la natura del ricettore (i bambini).

Ci riconosciamo pienamente nel pensiero di entrambi e pensiamo che la sempre più frequente attività dell'autodromo in giornate scolastiche esponga i bambini, in particolare della scuola Pelloni Tabanelli, ad un livello eccessivo di rumore: dalle istituzioni, pur ripetutamente da noi sollecitate, non ci è ancora giunta alcuna chiara risposta al problema, che si affronta a nostro parere in primo luogo riducendo drasticamente le giornate scolastiche di rumore.

Auspichiamo che possano pervenire in tempi brevi le risposte agli specifici quesiti posti alle istituzioni cittadine, dal Comune, all'Ausl alla direzione scolastica. ‎

(Genitori aderenti al comitato “Vivere Montebello”‎)