Imola. L'azienda Recintex, secondo la Fiom-Cgil, non solo non paga gli stipendi da febbraio, ma non ha erogato l'indennità di cassa integrazione ordinaria relativa ai mesi di novembre e dicembre 2013, utilizzandola per sanare la propria situazione debitoria nei confronti dell'Inps, né l'indennità relativa ai mesi di gennaio e febbraio.
I dieci dipendenti, alcuni dei quali lavorano per la Recintex da trent'anni, non sono più in grado di provvedere al mantenimento delle loro famiglie. C'è chi non paga il mutuo o l'affitto da mesi, chi è stato costretto a ricorrere a diversi prestiti, chi ancora non può permettersi di iscrivere i figli alla gita scolastica, anche se la quota ammonta a pochi euro.

“Siamo stremati da questa situazione – spiegano i lavoratori – ma quello che più ci preme sottolineare è  la superficialità del titolare che non è stato in grado di dare risposte alle nostre continue richieste di chiarimenti rispetto alle difficoltà e al futuro dell'azienda, né a quelle dei clienti che continuano a chiamare per sollecitare la conclusione dei lavori o per commissionarne di nuovi. L'azienda è ferma, visto che non avendo pagato i contributi non ha più il Durc (Documento unico regolarità contributiva), ma il titolare continua a tergiversare. Questo ci impedisce di avere certezze sulle prospettive dell'azienda e sulla possibilità di recuperare il nostro credito, anche rateizzato, con cui potremmo far sopravvivere le nostre famiglie, senza indebitarci ulteriormente. Siamo già seduti a terra – concludono i lavoratori – chiediamo almeno di non dover strisciare. Vogliamo solo quanto ci è dovuto per il lavoro svolto con correttezza in tutti questi anni e vogliamo avere ancora un futuro”.