Una bella piazza quella di lunedì a Bologna che ha accolto la manifestazione nazionale di chiusura della campagna elettorale della lista “L'altra Europa” per Tsipras. Una piazza multi generazionale e con tanti giovani. Si stima siano state 15.000 le persone presenti al di là del consueto balletto di cifre sciorinato dalla stampa. Risalendo una via Indipendenza poco affollata mi interrogo su quanta gente avrebbe raccolto l'invito (girato prevalentemente in rete) di venire in Piazza Maggiore per l'appuntamento di una lista poco conosciuta, oscurata dai media in tutte queste settimane. In prossimità di Piazza Nettuno si avverte già un altro clima. Molte le bandiere rosse della lista, un gruppo sul palco suona musica classica per intrattenere i già presenti e riempire il tempo dell'attesa, mentre altri arrivano alla spicciolata. Incontro facce note, persone che non mi aspetto di incontrare e volti che recano espressioni di attesa. Lentamente la piazza diventa affollata mentre gli scalini di S. Petronio sono un muro umano impenetrabile. La musica cessa per lasciare il palco alla conduttrice che apre la manifestazione con un incipit insolito: “questo non è un comizio, ma una seduta collettiva di psicanalisi per liberarci da quello che ci hanno fatto credere finora, che tutto quanto accade sia inevitabile e senza alternativa”.

I candidati

Poi salgono sul palco i candidati: Paola Morandin, operaia dell'Electrolux, Stefano Lugli, Ivano Marescotti , Maria Cristina Quintavalla, Pier Giovanni Alleva, giurista del lavoro,  Edoardo Salzano, Assunta Signorelli, psichiatra, Isabella Cirelli. Il primo a parlare è un operaio delle Acciaierie Lucchini di Piombino che, emozionato, comunica tutta la sua preoccupazione per un posto di lavoro a rischio per lui e per molti altri suoi compagni di lavoro. Denuncia la mancanza di una politica industriale nel Paese che ha portato alla chiusura di alcuni dei più importanti poli siderurgici italiani. Spera di potere tornare al lavoro presto. Barbara Spinelli una delle autrici del programma e fondatrice della lista sottolinea,  fra l'altro,  come sia avvenuta la rottura fra democrazia e capitalismo e come si stia andando verso un capitalismo asiatico. Tutto quello che è stato fatto finora per contrastare la crisi è stato concretamente sbagliato. Le ricette adottate non funzionano e sono il frutto di un'ideologia neoliberista più che di una razionale analisi dei fatti. Si sta perfezionando un trattato fra l'Europa e gli Stati Uniti, continua Spinelli,  che consente alle grandi aziende di fare tutto fuori dalle regole, lo stesso meccanismo che ha causato questa crisi. Come si pensa che le stesse cose producano effetti diversi? Si domanda. Un intervento asciutto e incisivo seguito da un video – testimonianza di un figlio di uno dei fratelli Cervi che scongiura la deriva autoritaria e poi alcune interviste video a ragazzi e ragazze giovanissimi che dicono cosa si aspettano, a cosa tengono. Mi colpisce il frequente accenno alla cultura e alla difesa del patrimonio culturale italiano. Cecilia Alessandri, giovane ex segretaria di un circolo del PD prende la parola e spiega le ragioni per le quali lei e alcuni altri militanti del PD hanno lasciato il partito. Efficace e chiara, un intervento intelligente per dire che il mondo così com'è non va bene. “C'è sempre un'alternativa. Un partito progressista cerca sempre un'alternativa e non smette di cercarla fino a chè la trova”. Critica l'appello al voto utile, “perché in democrazia tutti i voti sono utili. Dico no al voto utile. La catastrofe è continuare a votare scegliendo il male minore, che è sempre comunque un male. Al centro devono stare le persone, i diritti, la cultura, il lavoro, la dignità. Non potevo più militare in un partito nel quale la sinistra interna non è capace di osteggiare la negazione dei diritti”. Una posizione coraggiosa, di speranza che ha strappato un convinto e lungo applauso. Stefano Rodotà in un breve video espone la sua posizione sottolineando che l'Europa non può chiedere solo sacrifici ma deve anche dare opportunità e cioè i diritti. Poi sono giunti sul palco Curzio Maltese e Moni Ovadia che con un intervento appassionato e convinto sottolinea che  sostenere Tsipras è ripartire dalle radici della nostra cultura, dalle origini della nostra lingua e ricorda che i Greci ci hanno insegnato la democrazia. Conclude ricordando i valori della sinistra e dicendo che “nel segreto della cabina elettorale Renzi non vi vede, Berlinguer sì”. In questa serata non si sentono toni volgari , non si sentono le invettive a cui i media ci hanno da tempo abituati coi talk show dove si fa polemica e si parla per slogan e poco di proposte concrete che siano legate ad una visione di come si pensa ad un'Europa diversa. Con garbo e convinzione, con cognizione di causa si espongono gli argomenti e le proposte a sostegno della lista.

Il discorso di Tsipras
Da ultimo arriva lui, Alexis Tsipras , un giovane politico (coetaneo di Renzi) che ha portato il suo partito di sinistra a diventare il primo partito (confermato anche nelle recentissime elezioni amministrative) della Grecia, un Paese massacrato da questa crisi. Un sorriso solare che non sembra affatto provato dal duro tour elettorale e dalla lunga giornata iniziata a Milano e proseguita a Torino prima di arrivare a Bologna. Parla deciso, denuncia le politiche europee che hanno privilegiato gli interessi dei poteri finanziari e delle banche. Denuncia il vertice tenuto alla fine del 2011 da un'oligarchia europea composta dai rappresentanti di questi interessi e dai politici che hanno cinicamente deciso chi doveva pagare il prezzo di questa crisi. Di lì è uscito il no al referendum proposto da Papandreu, di lì la decisione dei tre Governi non eletti dell'Italia, di lì l'aumento delle disuguaglianza, l'impoverimento delle popolazioni dei Paesi del Sud dell'Europa. Si oppone ad un'Europa tedesca e critica Renzi che aveva promesso di ricontrattare il fiscal compact ma non l'ha fatto e che ritornerà dopo le elezioni ad abbracciare Berlusconi e la Merkel. Propone di cancellare gran parte del debito pubblico dei Paesi più in difficoltà e ribadisce il valore della democrazia come pratica che garantisce i diritti delle persone e attraverso cui imporre politiche che mettano al centro il lavoro in un continente dove la disoccupazione giovanile raggiunge percentuali dal 40 al 60 %. Critica le scelte della Fiat e sottolinea come esse siano compiute sulla pelle dei lavoratori. Cita Gramsci più volte ricordando come l'indifferenza sia il peso morto della storia. La influenza passivamente, ma la influenza. Invita a non astenersi , ad esprimere il proprio voto. In primis si appella alle prime e più numerose vittime di questa crisi, le donne e i giovani. Tsipras ha la stoffa di un leader che ha una visione concreta di un'Europa che deve cambiare completamente rotta. Credibile e convinto, cattura l'attenzione della piazza che al termine applaude a lungo in un clima di festa che esplode nella “Bella Ciao” dei Modena City Ramblers, per finire nei ritmi balcanici di Goran Bregovic. Un clima diverso, come da tempo non si percepiva, una boccata di ossigeno che rende credibile una vera alternativa e restituisce la speranza della sua possibilità.

 

Virna Gioiellieri