Lugo (Ra). Siamo alla vigilia del voto e in Bassa Romagna non è facile fare previsioni. O meglio, possiamo dire che le maggioranze bulgare della sinistra anche solo di dieci anni fa sono destinate ad essere materia di riflessione per gli storici.

Oggi poi il mosaico presenta davvero tante tessere con la novità (probabilmente robusta) delle liste civiche, nelle quali sono confluiti soggetti disparati e con storie politiche qualche volte molto diverse e quella ben più dirompente dei grillini.

Sono presenti, con un loro candidato a sindaco, solo a Lugo, Alfonsine e Cotignola, ma giocare la partita più importante nella città di Baracca rende la loro presenza molto visibile (se mai ne avessero ancora bisogno…).

Un ultimo elemento da tenere in considerazione è il fatto che il Pd ha scelto il proprio candidato con le primarie solo in due realtà, Conselice e Massa Lombarda. Nel primo caso ha trionfato Paola Pula, nel secondo c'è stata la bella vittoria di Daniele Bassi. In entrambi i casi la partecipazione alle primarie è stata davvero da record.

Lugo, e proviamo a ricostruire qualche situazione, fa caso a sé, per diversi motivi.

Lì il candidato del Pd (sostenuto anche da Sel e da una lista giovane che viene accreditata di un buon successo) è Davide Ranalli e il partito ha preferito rinunciare alle primari.

Dietro le quinte della candidatura ufficiale, si sono mosse comunque la varie anime del PD. Cortesi, nella sua malinconica uscita di scena, ha cercato di sollecitare un ripensamento, mentre Roi ha da sempre dato il proprio appoggio a Ranalli, pure troppo si potrebbe dire.

Abbiamo sottolineato questi elementi perché Ranalli ha davvero dovuto conquistare, metro per metro la sua visibilità e l'autorevolezza che deve esplicitare un candidato sindaco.

Soprattutto perché ha di fronte due contendenti molto robusti: Coppola de M5S e il rientro politico di Silvano Verlicchi.

Per lui qualche parola in più va spesa. Aveva già provato a diventare il primo cittadino nel 1999, e alla sua richiesta di primarie diedero il proprio assenso sia il segretario regionale del Pds che lo stesso Maurizio Roi.

Ma il percorso si interruppe subito, perché l'ex sindaco Domenico Randi promise fuoco e fiamme e il partito alzò un muro deciso contro Velicchi.

E il nostro uomo, che veniva da una storia di scuole di partito (ex Pci) e di ruoli nel sindacato, decise di dare una svolta alla propria vita e si tuffò nella sanità privata, con il Gruppo Villa Maria.

Si tratta di una realtà imprenditoriale molto presente in città e dintorni (Cotignola), e guarda con “affetto” alla lista civica (per la buona politica) creata da Verlicchi. Un esempio su tutti: proprio ora sui settimanali che insistono sul territorio (nuovo diario messaggero e setteserequi) appaiono pagine intere del Gruppo Villa Maria, in qualche caso dopo anni di silenzio.

Nessuna “captatio benevolente” verso le testate, solo una maniera per sottolineare la presenza e l'importanza dell'azienda.

Le ultime verifiche che abbiamo fatto hanno in genere una caratteristica: il tempo delle granitiche certezze è finito, si prende atto di un maggior tasso di “cattiveria” (e qui l'onda grillina ha un peso) e tutti finiscono per concludere che bisogna aspettare lunedì pomeriggio per capire cosa succederà.

D'altronde possiamo anche dire che l'incertezza è ormai parte integrante di una democrazia compiuta.

 

(m.z.)