Spett. redazione,
Telecom, Tim, Wodafone, 3 italia sono i gestori di telefonia che a ottobre 2011 si sono aggiudicati l’asta per le licenze 4G: una frequenza di nuova generazione che permette ai telefonini e ai palmari di accedere ancor più velocemente ai video, ai dati in Internet, ecc.

Questi quattro gestori hanno così iniziato a investire per potenziare la rete e il segnale con nuove stazioni Radio base (sono previsti circa 20.000 nuovi impianti ) e antenne Lte e Umst: a Imola oltre alle 52 stazioni Radio base già installate, sono arrivate altre 15 richieste di installazioni (di cui 5 richieste nel 2013, “congelate” in attesa del “Piano Antenne” e altre 10 in questi primi mesi del 2014).

A breve saremo immersi in un campo elettromagnetico sempre maggiore e senza controllo, perché lo Stato, che con questa asta ha incassato 3.950 milioni di euro, ha allargato sempre più le maglie dei “ limiti di attenzione”, inserendo nelle ultime normative (Legge 221 di conversione del  Dl 179 noto come “Decreto Sviluppo”) una diversa modalità di misurazione del campo elettromagnetico: il limite di sicurezza non deriva  più da misurazioni medie calcolate su un intervallo di 6 minuti, ma risulta da una media calcolata sulle 24 ore! Questa legge ha permesso ai gestori di innalzare fino al 70% i limiti nelle ore diurne, per poi “rientrare” nella media nelle ore notturne, quando il servizio è meno richiesto.

Lo Stato ha chiaramente favorito l’industria delle comunicazioni a discapito della salute dei cittadini, in assoluta controtendenza rispetto alle Risoluzioni del Parlamento europeo, alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, della Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica, dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che invitano ad applicare il “Principio di precauzione” nei confronti di un rischio potenzialmente grave e ad abbassare in via cautelativa il limite di campo elettrico per prolungate esposizioni a soli 0.6 volt/ metro, in attesa dei risultati degli studi e delle ricerche scientifiche in corso.
 
Dal momento che il nostro corpo colpito dalle onde elettromagnetiche non fa la media sulle 24 ore, come cittadina, come portavoce soprattutto dei bambini che sono cinque volte più esposti rispetto agli adulti, vorrei costituire un Comitato a garanzia e tutela della salute, con lo scopo di garantire la minimizzazione dell’esposizione all’inquinamento elettromagnetico coinvolgendo la nostra Amministrazione, affinché assieme ad altri Comuni, al Consiglio regionale, ai nostri rappresentanti parlamentari si riescano a portare le seguenti modifiche e integrazioni alle normative vigenti:

1) l’abolizione dell’art. 14 della Legge 221 (dicembre 2012) che presenta forti profili di incostituzionalità, in quanto chiaramente in contrasto con la Legge 833 (Istituzione Servizio sanitario nazionale ) e con l’art. 32 della Costituzione in cui si sancisce che la tutela della salute è un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e si garantisce che tale tutela deve essere prevista anche in termini preventivi;

2) il rispetto del “Principio di precauzione” (di cui all’ art 191., paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), con conseguente riduzione del limite massimo di esposizione ai campi elettromagnetici portandolo da 6 volt/metro a 2volt/metro, salvaguardando le zone “sensibili” destinate a scuole, asili, ospedali con  un limite ancor più cautelativo riducendolo a 1 volt/metro;

3) l’obbligo di sistemi di monitoraggio fissi, funzionali e consultabili da tutti, posti sopra ad ogni impianto atti a individuare il superamento delle potenze emesse, dei canali dichiarati e la predisposizione di centraline fisse installate sul territorio per il monitoraggio delle emissioni che non debbono superare i limiti, finanziate con gli introiti derivanti dai canoni di affitto pagati dai Gestori  per le installazioni;

4) la programmazione di adeguati investimenti su metodologie più sicure per la salute dell’uomo come reti via cavo in fibra ottica che ad oggi rappresentano l’unica tecnologica per trasmissione voce e dati efficiente e priva di controindicazioni per la salute dell’uomo; (il tutto finanziato con parte degli utili derivati dall’extragettito della gara 4G: quasi quattro miliardi di euro contro una previsione di 2,4);

5) l’effettuazione di una detassazione sugli immobili presenti nel raggio di 120 metri da ogni stazione di telefonia, in conseguenza del loro deprezzamento e l’istituzione di una tassa specifica a quei proprietari che concedono l’utilizzo dei propri fabbricati o terreni per la costruzione di tali impianti;

6) la revisione e la certificazione di ogni impianto ogni due anni a cura dell’Amministrazione comunale e con oneri e spese a carico dei Gestori di Telefonia;

7) la programmazione di adeguati investimenti destinati alla ricerca scientifica sugli effetti dei campi elettromagnetici di radiofrequenza sugli esseri umani;

Vista la grande inadeguatezza dell’attuale quadro normativo  e il problema del forte conflitto di interessi che condiziona la ricerca è importante che incominciamo a difendere e a portare avanti queste proposte con l’aiuto della nostra Amministrazione  perché, anche se  gli interessi economici in gioco sono elevatissimi,  il progresso e lo sviluppo non possono concretizzarsi sempre a spese della salute pubblica : si rischia di “guadagnare” oggi per poi ritrovarsi inesorabilmente con un netto aumento della spesa socio sanitaria nel prossimo futuro a causa dell’aumento di leucemie, tumori, disturbi neurovegetativi, infertilità, allergie, ecc.

La tutela dei cittadini deve rimanere l’assoluta priorità della politica: faccio appello affinché, con l’istituzione di questo  Comitato, tutti uniti, con il medesimo obbiettivo , si richiamino i nostri rappresentanti alle proprie responsabilità: dobbiamo proporre e pretendere risposte efficaci, alternative e credibili dallo Stato che si è fatto condizionare dallo strapotere dei Gestori e riuscire a  formalizzare questa unione, con l’obbiettivo di portare avanti importanti modifiche alla normativa attuale!

Il Comitato non avrà fini di lucro e non sarà legato a nessun movimento, gruppo o partito politico :  sarà l’occasione per capire chi realmente ha a cuore la tutela della salute dei cittadini.

(Mara  Carmonini)